Rapine in serie ai porta-pizze: in manette tre giovani

Rapinavano gli 'speedy' per pagarsi alcolici e divertimenti

Rapinavano i porta-pizze, in agguati studiati dopo una precisa richiesta di avere denaro in abbondanza per il  resto. E' la tecnica che avrebbero utilizzato tre giovani bolognesi per mettere a segno una serie di rapine ai danni dei pony-express di alcune pizzerie e fast-food kebab di Bologna.

I ragazzi sono stati arrestati tutti nell'ambito delle indagini messe in campo dalla Squadra Mobile di Bologna e dal pattugliamento delle volanti, sulle tracce del gruppo dopo l'ennesima chiamata sospetta, chiamata poi rivelatasi provvidenziale per l'arresto.

Il Gip Gianluca Petragnani Gelosi ha firmato la custodia cautelare in carcere per G.L. 30enne nato in Brasile ma cittadino italiano, cosi come F.C. 27enne bolognese e S.M., cittadino italo-marocchino di 27 anni.

La tecnica dei tre era divenuta collaudata e anche temuta nel mondo dei consegna-pizze a domicilio: con la scusa di dover pagare con una banconota da 200 euro, il gruppo ordinava pizze e drink con consegna in luoghi insoliti e fuori domicilio, per poi minacciare l'addetto alla consegna con coltelli, bastoni e pistole giocattolo e rubare fondo cassa, alimenti e effetti personali del malcapitato.

Ai tre sono attribuiti tre episodi di rapina, la prima delle quali fatto di persona all'interno di un negozio di alimentari, e le altre due consumate nel periodo di Ferragosto scorso ai danni di due negozi, uno in via Saragozza e l'altro in via Massarenti.

Un ulteriore tentativo di rapina è stato proprio sventato a inizio settembre, permettendo di arrestare in flagranza due dei componenti del gruppo e arricchire così il quadro delle indagini.

Il gruppo dei tre, ai quali va aggiunto un minorenne inizialmente denunciato e poi tradotto in carcere per un aggravamento penale, era infatti già stato fermato e perquisito. Questo però non ha fatto desistere i giovani dal continuare a prendere di mira i porta-pizze, in una sorta di sfida tra guardie e ladri con le forze dell'ordine. I ragazzi agivano anche a volto scoperto, e uno di loro ordinava le pizze con il cellulare del padre.

Non sono chiari i motivi che hanno spinto il gruppo, con qualche precedente alle spalle ma descritto come non in stato di necessità economica né proveniente da famiglie problematiche, ad avventurarsi in questo tipo di condotte, ma pare che le rapine siano state condotte per potere avere denaro sufficiente da spendere in alcoolici e divertimenti. Del fascicolo si occupa il pm Pierluigi Borghini. I tre sono ora in carcere della Dozza, mentre il minore è stato trasferito al Pratello.

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