Rapinano una sala slot e spendono 30mila euro fra cellulari e orologi d'oro

Colpo in una sala slot nel modenese, poi la fuga a Bologna. Giovanissimi di cui uno minorenne rapinano il titolare dell'attività puntandogli un cacciavite alla gola

Giovanissimi e già malviventi esperti i rapinatori che hanno preso di mira una sala lottery portandosi via un bottino consistente. E' accaduto tutto la notte del 2 ottobre, quando il gestore della "New Lottery" di Mirandola, Modena è stato aggredito e pestato da tre soggetti che poi si erano dati alla fuga con i 30mila presi dalla cassaforte del locale. 

Sono giovanissimi, ma hanno alle spalle un "curriculum" criminale davvero impressionante, come scrive ModenaToday. Hanno vissuto in casa-famiglia, sfruttandole come hotel, per poi dedicarsi a furti, rapine, spaccio di droga, estorsioni e violenze, così da "guadagnarsi da vivere" e raggiungere l'indipendenza economica. E' questo il background davvero desolante che accomuna i quattro ragazzi - tre minorenni e uno appena maggiorenne - individuati nei giorni scorsi dai Carabinieri della Compagnia di Carpi come i responsabili di una violenta rapina avvenuta a Mirandola nella notte del 2 ottobre scorso.

Il colpo: ecco tutte le loro "mosse". Come ricostruisce ModenaToday, quella sera i quattro, appiedati, avevano dato appuntamento ad una loro amica alla stazione di Mirandola. La ragazza, una 19enne di Concordia, era arrivata a bordo della propria auto e li aveva caricati, iniziando un tour per le strade della Bassa. Durante questo vagabondaggio il gruppo - che vanta un'amicizia maturata proprio nelle strutture per minori in cui erano stati accolti - ha elaborato un piano che è poi stato messo in pratica alle 1.30.

Arrivati davanti alla sala giochi, due di loro sono entrati e hanno iniziato a giocare ai videopoker, mentre gli altri hanno atteso in disparte. Simulando un guasto ad una macchinetta hanno convinto il gestore ad uscire dal proprio ufficio per verificare: a quel punto un terzo ragazzo lo ha aggredito alle spalle, minacciandolo con un cacciavite puntato alla gola. Insieme lo hanno poi picchiato, rendendolo inoffensivo per rubargli la chiave della cassaforte.

Dopo essersi impossessati della grossa cifra in contanti, i tre hanno raggiunto il quarto e la ragazza e tutti insieme sono ripartiti in auto. Qualche minuto dopo la 19enne ha però ceduto sotto il peso del rimorso ed ha accusato un malore, fermando l'auto. I quattro, per tutta risposta, l'hanno abbandonata e sono fuggiti in direzione della stazione di Mirandola, da cui hanno preso un treno che all'alba li ha portati a Bologna Centrale.

Spese pazze a Bologna e tentativo di fuga
Giunti nel capoluogo, i criminali hanno deciso di "investire" immediatamente il capitale e si sono concessi lunghe ore di shopping. Hanno acquistato smartphone di ultima generazione, orologi in oro, anelli in argento, scarpe e indumenti di note marche sportive: in poco tempo hanno speso praticamente tutti i 30mila euro rubati, parte dei quali sono andati anche per pranzo, cena e numerosi viaggi in taxi attraverso la provincia Bolognese.

Nei giorni immediatamente successivi i tre hanno iniziato a pianificare la fuga, chi verso Bolzano, chi verso la Riviera romagnola, in modo da defilarsi per un certo periodo in attesa che le acque si calmassero. I loro intenti sono però stati vanificati dall'indagine dell'Arma, che uno dopo l'altro è riuscita ad individuarli e ad assicurarli alla giustizia.

Le ricerche e i fermi da parte dei Carabinieri
Come detto, le indagini attivate pochi minuti dopo la rapina hanno permesso di identificare i quattro, soprattutto grazie alle immagini di videosorveglianza del locale rapinato. Anche la profonda conoscenza del territorio e dei suoi attori criminali ha consentito ai Carabinieri di stringere il cerchio, dal momento che i ragazzi in questione non erano nuovi ad episodi di questo genere. Già il 3 ottobre il primo dei delinquenti, un 17enne, è stato bloccato a Forlì.

Il 5 ottobre, invece, i militari hanno fermato a San Felice sul Panaro un altro 17enne e il più giovane del gruppo, un 15enne. L'ultimo componente della banda, il 19enne considerato il leader del gruppetto, è stato seguito dalla Romagna fino a Mirandola, dove è stato bloccato il 7 ottobre.

I tre minorenni sono stati accompagnati nel carcere loro dedicato a Bologna, mentre il 18enne è in cella al Sant'Anna: per loro l'accusa è di rapina aggravata in concorso. Si tratta di tre ragazzi di origine italiana e di un quarto la cui famiglia proviene dal nordafrica. Due di loro sono originari della provincia di Modena, mentre gli altri due sono nati rispettivamente a Bologna e Forlì: seguiti da tempo dai servizi sociali, erano affidati alle comunità già da diverso tempo, ma come detto il percorso di recupero studiato per loro si è dimostrato inefficace.

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