Cronaca Zona Universitaria / Piazza di Porta Mascarella

Rapina al Monte Paschi di Porta Mascarella: arrestato dopo un anno di indagini

E' stato necessario oltre un anno di indagini 'pure' per risolvere il caso della rapina a mano armata alla banca di Porta Mascarella. Si tratta di un rapinatore seriale, che ha messo a segno colpi in tutto il centro-nord. Incastrato dalle telecamere, ma anche da Sirio e Rita...

E' stato fermato il rapinatore seriale di banche che agiva in tutto il centro nord e che ha messo a segno un colpo al Monte Paschi di Siena di Porta Mascarella nel 2013.

LA RAPINA. Si tratta di P.A., nato a Napoli, 53 anni. Era entrato armato di cutter nell'istituto di credito insieme a un complice al quale non è stato ancora dato un nome. Un impiegato della banca, seppur sotto minaccia, era riuscito a far capire a un cliente di chiamare i soccorsi, ma all'arrivo della polizia i due erano già fuggiti con 8mila euro di bottino: "Siamo molto orgogliosi questo arresto, poichè le indagini si sono svolte senza attività tecniche, cioè si è trattata di investigazione pura", ha detto Pietro Morelli, capo della Squadra Mobile di Bologna.

L'ATTIVITA' INVESTIGATIVA. Quando gli agenti e la polizia scientifica hanno effettuato il primo sopralluogo, hanno esaminato alcuni fotogrammi che vedevano ritratto uno dei rapinatori, benchè la visione fosse parziale. Non era un volto noto a Bologna, quindi sono stati incrociati i dati con le segnalazioni di altri commissariati italiani: stesso modus operandi, due soggetti coinvolti, cutter e inflessione meridionale, un episodio simile era accaduto in una banca di La Spezia. Il passato dei sospetti è stato passato al setaccio, oltre ai telefoni cellulari, un'auto riferibile all'arrestato aveva percorso la corsia preferenziale di in via Amendola, rimediando così anche una multa. L'ordinanza di custodia cautelare lo ha raggiunto nel carcere di Genova, dove si trova per altri reati.

TRASFERTISMO. Ora, spostamenti e fotogrammi riconducevano dunque al 53enne. Ulteriori conferme sono arrivate dalla comparazione antropometrica (parametri del volto e della figura umana che consentono di pervenire all'identità -ndr). Numerose le rapine messe a segno anche in Umbria, Marche e Veneto. "Si tratta dunque di uno di quei rapinatori navigati dediti al trasfertismo" ha dichiarato Davide Corazzini della V sezione Squadra Mobile bolognese "sanno cioè che, essendo mobili sul territorio, sono più difficilmente identificabili. Utili anche i tanto bistrattati Sirio e Rita" che rilevando l'auto in via Amendola, hanno fornito una prova inconfutabile. (GUARDA IL VIDEO)

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