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Banda delle rapine ai caselli: arrestato ex-dipendente Autostrade, a tradirlo google map

Ritenuto coinvolto in almeno tre dei sette colpi messi a segno a partire da marzo

Due erano già finiti in carcere, ma gli inquirenti erano convinti che la banda dei rapinatori dei caselli autostradali fosse formata da tre persone, e non solo: l'ipotesi era quella di una "gola profonda" che conoscesse meccanismi organizzativi, turni e dinamiche. E ci avevano visto giusto.

La Polizia Stradale è risalita a P.A., 28enne bolognese, che per la Società Autostrade aveva lavorato come stagionale fino a 2 anni fa e che ha raggiunto al carcere della Dozza i suoi sodali, il 39enne P.R. e il 27enne A.E.: è ritenuto coinvolto in almeno tre dei sette colpi messi a segno a partire dal mese di marzo, quelli dei caselli Arcoveggio (marzo), Sasso Marconi (aprile) e Faenza (luglio), che in tutto hanno fruttato circa 50mila euro.  

L'OPERAZIONE 'LAST EXIT'. Gli investigatori, coordinati dal pm Michele Martorelli, oltre a telecamere e tabulati telefonici, hanno analizzato lo smartphone del 28enne, trovando la cronologia degli spostamenti sui luoghi delle rapine rimasta memorizzata su google map.  

"Siamo certi di aver colpito l'intera banda" ha detto ai cronisti Enrico Tassi, vice-questore aggiunto. 

I rapinatori, travisati da un casco e armati di pistola scacciacani, perfettamente identica a una semiautomatica, arrivavano nei pressi del casello su scooter rubati con targhe fasle o anch'esse rubate, poi facevano irruzione all’interno della cabina dell’esattore.

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