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Foto archivio

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Blitz anti-rapina della Polizia: sei arresti in via Mazzini

Per 4 mesi, spostamenti e pianificazione dei colpi da realizzare sono stati registrati, fino al blitz, che ha visto impegnati circa 20 poliziotti

Rapine senza armi, i malviventi riuscivano a farsi consegnare delle belle somme di denaro solo con la "forza" dell'intimidazione.

E' quanto è emerso dall'operazione della Squadra Mobile di Bologna che ha messo le manette a sei rapinatori di banche: gli inquirenti per 4 mesi non hanno mollato la presa, seguendo tutti i movimenti della banda, quattro siciliani e due bolognesi, esperti in furti ai danni di istituti di credito.

L'INDAGINE. E' partita il 14 giugno scorso, dopo il colpo alla Banca Popolare di Milano di via Dozza, al quale è seguito, il 28 luglio, quello alla Cassa di Risparmio di Ravenna di via Ferrarese, bottino totale 170mila euro: "Un'indagine veloce, con moltissime intercettazioni e segnalazioni GPS che ci hanno permesso di prevenire l'ennesima rapina - ha detto oggi ai cronisti il capo della Squadra Mobile Luca Armeni - non è usuale catturare sei persone in flagranza". 

Una targa ripresa dalle telecamere di sorveglianza aveva portato gli inquirenti a G.C., 44enne nato a Taranto, ma da tempo residente in città. Dopo un fermo nei mesi estivi, i movimenti della banda sono ripartiti il 27 settembre: G.C. prende in affitto un appartamento a Cervia, dove arrivano anche i quattro catanesi, B.G., 39 anni, F.G., 26 anni, L.B.G., 35 anni, e G.L., 23 anni, e G.G., 38enne bolognese. Decidono tuttavia di rinunciare a un colpo in Romagna per concentrarsi ancora nel bolognese, così l'abitazione di G.C. in città diventa la base degli incontri. 

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