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Rapine a mano armata agli uffici postali: due arresti dei Carabinieri|VIDEO

Vecchie conoscenze delle forze dell'ordine raggiunte dalla misura

 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito questa mattina un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. Domenico Panza, su richiesta del pm Domenico Ambrosino, nei confronti di due italiani pluripregiudicati, ritenuti responsabili delle rapine ai danni degli uffici postali di Sasso Marconi e di Bologna San Mamolo, avvenute rispettivamente il 23 aprile e il 14 giugno 2019.

Si tratta di "vecchie conoscenze" delle forze dell'ordine, entrambe già detenute nel carcere della Dozza poiché bloccate in flagranza nel tentativo di rapina a mano armata, il 6 dicembre 2019, alla farmacia “San Biagio” di Casalecchio di Reno. Si tratta di B.S., 63enne residente nel bolognese, e C.G., 44enne napoletano, residente a Bologna: i reati contestati sono rapina, ricettazione e detenzione di armi clandestine in concorso. 

Rapina con pistola alle poste di via San Mamolo

Il terzo rapinatore individuato dai militari, bolognese 46enne, al momento risulta indagato poichè, dopo un grave incidente stradale avvenuto in via di Corticella il 4 settembre del 2019, è ancora in cura, condizione incompatibile con la detenzione. In quell'occasione, era in sella a uno scooter riconducibile proprio a B.S.. 

Oltre agli episodi contestati, i Carabinieri hanno appurato che i tre avevano in progetto altre rapine simili, tra uffici, farmacie e distributori stradali. 

Il modus operandi

Prima il furto di uno o più scooter di grossa cilindrata, spesso con la sostituzione delle targhe, poi il travisamento e l’irruzione all’interno dell’ufficio postale con una pistola, quindi le minacce al personale poi la fuga in sella ai motorini dopo aver portato via il denaro. Utilizzavano una semiautomatica 9x21 con la matricola abrasa: "La pistola era armata, quindi potenzialmente letale, rapine di questo genere sono molto pericolose", ha detto ai cronisti il Maggiore Luca Treccani del nucleo investigativo. 

Le visite in ospedale e la droga

Oltre ad alcuni riscontri ottenuti dalla visione delle telecamere di sorveglianza, le comparazioni antropometriche e i pedinamenti, i Carabinieri hanno tenuto d'occhio (e intercettato) proprio il 46enne vittima dell'incidente di via Corticella, al quale i due arrestati facevano spesso visita all'ospedale Maggiore e rifornivano di stupefacenti: "Ti devo scroccare un passaggio", era la frase che utilizzava per chiedere ai "sodali" la droga. 


 

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