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Rapine e truffe nell'area di servizio Sillaro sull'A14: banda di 'campanellari' al palo

Avrebbero depredato più di 150 persone. 13 arresti e 5 divieti di dimora nella provincia di Bologna, emessi nei confronti dei componenti di un gruppo di 'biscazzieri' esperti del gioco-truffa delle 3 campanelle

Rapine, truffe e furti a raffica nell'area di servizio Sillaro sulla A14, nel territorio del comune di Castel San Pietro Terme. La banda che ha derubato numerosissime vittime è stata smantellata: la Polizia di Stato ha dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 5 divieti di dimora nella provincia di Bologna, emesse nei confronti dei componenti del gruppetto, tutti di nazionalità italiana, che era operativo nell’area di servizio del Sillaro. I soggetti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla rapina impropria, truffa e furto aggravato. Otto delle 13 persone tratte in arresto, sono state fermate  dai poliziotti nell'area di servizio, colte sul fatto mentre erano pronte a 'colpire'.

Questo il risultato dell'operazione ribattezzata "Gamble Away", condotta dalla squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Bologna. L'indagine, durata circa un anno, si è conclusa nella giornata di ieri, 'ripristinando - come affermano gli inquirenti - un clima di legalità e sicurezza nell'area di servizio Sillaro, tanto invocata dagli utenti del servizio autostradale e dai lavoratori, che quotidianamente erano costretti a subire intimidazioni da parte di questi soggetti".

La banda avrebbe derubato più di 150 persone in transito nell'area di servizio autostradale, tra settembre 2014 e luglio 2015, guadagnando nei mesi di maggior affluenza sulle autostrade fino a 150mila euro al mese. Un paio di loro avrebbero anche rifiutato posti di lavoro come bidelli nelle scuole, considerando lo stipendio irrisorio. 

IL GIOCO TRUFFA DELLE TRE CAMPANELLE. I biscazzieri, tra le altre cose, erano dediti al gioco-truffa delle '3 campanelle'. Trucchetto ormai arcinoto, ma che ancora semina vittime. Lo scopo del "gioco" è indovinare sotto quale campanello è stata nascosta una piccola pallina. Il giocatore punta così una somma di denaro, e il truffatore, dopo aver posizionato la pallina sotto una delle 3 campane, invertire queste ultime velocemente di posto. Così facendo, con un movimento lesto sfila la pallina. Dunque, nell'istante in cui il giocatore indicherà sotto quale campana sia stata nascosta la palla, nel 99% dei casi questa non si trova proprio da nessuna parte. Un gruppo di diverse persone che occupava "militarmente l'area di servizio" ha detto il vice-commissario Mirco Cristoni, mentre una sorta di vedeva si appostava sull'autostrada per avvertire i compari dell'arrivo della polizia, in tal caso si dileguavano per far ritorno dopo circa mezz'ora. Tutti alloggiavano presso un albergo del faentino e il titolare risulta indagato. 

PERDITE FINO A 7 MILA EURO CON UNA PUNTATA E VIOLENZA PER OTTENERE IL PAGAMENTO. Da alcuni anni ormai - riferiscono gli inquirenti - la cronica presenza di un capannello di persone all'ingresso del bar dell'area di servizio Sillaro non destava più stupore per chi transitava abitualmente nella zona. Fuori dall'esercizio, infatti,   si assiepavano numerosi curiosi intorno ad un banchetto dove i malintenzionati davano avvio al gioco truffaldino. Dalle indagini condotte dalla polizia è emerso come dietro al 'gioco di abilità' vi fosse in realtà "un sistema collaudato, finalizzato a sottrarre - anche mediante intimidazioni e violenza - ingenti somme di denaro" ai malcapitati giocatori. La convinzione di poter vincere - aggiungono gli inquirenti - ha portato in alcuni episodi a far scommettere (e ovviamente perdere) anche fino a 7mila euro in una sola puntata." Chi era privo di denaro veniva addirittura accompagna dai componenti della banda ad un vicino bancomat per prelevare.

A volte dal gioco truffa si arrivava a furti o rapine. "Spesso - hanno rilevato gli inquirenti - tali episodi degeneravano in fatti più gravi. Come il furto di denaro, strappato dalle mani dei giocatori. O addirittura si arrivava alla rapina, quando vi era un tentativo di reazione dopo che l'utente aveva realizzato di essere stato rapinato".

COSì AGIVA LA BANDA. Per gli inquirenti si può parlare di un "gruppo criminale a tutti gli effetti, composto da gerarchie ben precise": mediamente agivano in 12 o 13, per 4/5 giorni alla settimana invadevano l'area di servizio. I meno 'abili' venivano utilizzati come 'pali' e dislocati sui cavalcavia autostradali, pronti a segnalare l'arrivo delle forze dell'ordine; altri perlustravano la zona 'mascherati' da venditori ambulanti. Altri ancora si spacciavano per turisti intenti a giocare e - ovviamente- vincevano sempre, così da rendere più appetibile il gioco per i passanti. I veterani del sistema, invece, si adoperavano per agganciare le vittime, per lo più persone anziane.

PROFITTI DA 70MILA EURO AL MESE. Le indagini hanno evidenziato come il gruppo riusciva ad ottenere profitti fino a 70mila euro al mese, nel periodo invernale, che addirittura potevano arrivare a raddoppiare durante la stagione estiva.

Anche il mago Casanova del programma Tv 'Striscia la Notizia' si era occupata del caso. Così oggi l'inviato di Antonio Ricci ha voluto dire la sua (GUARDA IL VIDEO), sottolinenado che il cosiddetto "gioco delle 3 campanelle" ha ben poco del gioco di abilità, ma si tratta di un trucco da illusionisti. Dalla Polizia, infine, l'esortazione a non lasciarsi attirare in simili trappole. 

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