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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Rapporto emissioni CNR: "A Bologna +30% di CO2 in 10 anni" | GRAFICI

Severi con la città i dati del "Rapporto Mobilitaria 2022" redatto da Kyoto Club e CNR: "Passante, progetto a sostegno del traffico veicolare privato, che appare in contraddizione con le previsioni del PUMS"

L‘andamento delle emissioni di CO2 totali dal 1990 al 2019 è stato differente fra le varie Città Metropolitane: in alcuni centri si registra una tendenza decrescente, in altre stabile o in altre ancora crescente come per la Città Metropolitana di Bologna (+30%) nell’ultima decade. Le emissioni pro capite di CO2 relative al settore trasporti su strada. Le città con i valori più alti in termini di emissioni pro capite di CO2 sono Bologna e Firenze; a cui seguono Venezia e Genova. Occorre infatti considerare che nelle aree metropolitane di queste città ricadono importanti tratti autostradali caratterizzati quindi anche da un forte contributo alle emissioni del comparto merci. Invece, Napoli e Palermo sono caratterizzate dai valori più bassi di emissioni pro-capite con circa 1.000 Kg di CO2 .

Lo rileva il "Rapporto MobilitAria 2022", realizzato da Kyoto Club e dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia), in collaborazione con ISFORT, nell’ambito della campagna europea Clean Cities, che analizza i dati della mobilità e della qualità dell’aria al 2021 nelle 14 città metropolitane italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia.

La ricerca 2022 presenta una novità: l’analisi delle emissioni di gas serra delle Città Metropolitane, sia riferite alle emissioni totali che per la parte trasporti terrestri con la ripartizione dei diversi segmenti di veicoli. È stata utilizzato la base informativa di ISPRA con l’inventario delle emissioni, riferiti all’andamento 1990-2019. Analizzati alla stessa scala i due inquinamenti: NOX e PM10.

L‘andamento delle emissioni di CO2 totali dal 1990 al 2019 è stato differente fra le varie Città Metropolitane: in alcuni centri si registra una tendenza decrescente, in altre stabile o in altre ancora crescente come per la Città Metropolitana di Bologna (+30%) nell’ultima decade: "Emerge con chiarezza il peso negativo del traffico veicolare per le emissioni inquinanti e di gas serra e vengono sottolineare le criticità del nostro sistema di mobilità urbana, con la debolezza cronica del trasporto collettivo e della mobilità attiva. Significativi investimenti sono in arrivo da PNRR e dal Bilancio ma mancano ancora 5 miliardi da destinare alle reti tramviarie e metropolitane per le città, almeno 1,2 miliardi da destinare alla mobilità ciclabile, ed 1 miliardo/anno aggiuntivo per i servizi di trasporto collettivo, se vogliamo accelerare la svolta verso la città sostenibile, attuare i PUMS ed arrivare a città carbon neutral al 2030”,  dichiara Anna Donati, del gruppo di lavoro 'Mobilità sostenibile' di Kyoto Club".

A livello nazionale, contiua il Rapporto "i gas serra nei trasporti sono cresciuti dal 1990 al 2019 del 3,9%, ed anche nelle città metropolitane si evidenzia una tendenza alla crescita. Nelle 14 Città Metropolitane, per i gas serra si evidenzia il peso enorme dei trasporti stradali sul totale (mediamente dal 30% al 60%) e di questo segmento l’automobile ne determina in genere almeno due/terzi.
Nell’anno 2019, (pre-pandemia) si osserva che le emissioni del settore trasporti su strada della CO2, i contributi più rilevanti sono da attribuire al traffico automobilistico che varia nelle Città Metropolitane da un minimo del 58% a un massimo del 78% rispetto alle emissioni totali dei trasporti. Il contributo medio nelle Città Metropolitane derivato dai veicoli commerciali leggeri è pari al 10%, quello dei veicoli commerciali pesanti 17%, mentre per i ciclomotori e motocicli è pari al 3%".

Che "aria tira" a Bologna

Con le stazioni di rilevamento, Chiarini e Giardini Margherita, stazioni di fondo (inquinamento diffuso nel territorio - ndr), e Porta San Felice, complessivamente, si legge nel Rapporto, la qualità dell’aria mostra una crescita dei livelli di NO2 rispetto al 2020, una stabilità dei livelli del PM10 e un calo della concentrazione del PM2,5, i cui trend delle medie concentrazioni sono il +4% per l’NO2 e il -6% per il PM2,5, questa tendenza si ha soprattutto nella stazione di traffico Porta San Felice. I valori dell’NO2 sono saliti nel 2021, in particolare nella Stazione di Porta San Felice il cui valore è arrivato a 43 μg\m3 , mentre non si registra nessun superamento del limite orario allo stesso modo degli anni precedenti.

La città metropolitana di Bologna nel 2021 complessivamente presenta i superamenti del PM10 sotto i valori soglia nazionali a differenza dello scorso anno, mentre vede un aumento del Biossido di Azoto, inquinante più strettamente correlato al traffico veicolare, che denota come la conclusione dell’emergenza sanitaria del Covid 19 possa aver influenzato negativamente la ripresa di emissioni nel comparto trasporti.

I valori del particolato atmosferico per quello che riguarda il PM10, non hanno subito variazioni di nessun tipo rispetto all’anno precedente, si nota solo una sottile diminuzione rispetto alle medie concentrazioni di fondo del 2020 (-4%), un trend costante che permane ormai dal 2018, inoltre i superamenti del valore giornaliero consentito (50 μg\m3 da non superare più di 35 volte l’anno ) sono calati del 31% passando dai 42 superamenti nell’anno 2020 ai 29 del 2021 a Porta San Felice; per la parte del particolato relativa al PM2,5 si nota un lieve calo percentuale.

Inoltre, emerge che nelle aree metropolitane di Milano, Bologna, Firenze, Genova e Venezia, in cui ricadono importanti arterie autostradali e/o tangenziali, si osservano i valori percentuali più alti determinati contributo dei veicoli commerciali pesanti e autobus (19% - 28%).

Ciclabili e bike sharing

Il rapporto segnala innanzitutto un potenziamento delle reti ciclabili grazie anche agli stanziamenti del Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS). Tra i casi virtuosi ci sono Roma (+ 69 km), Genova (+ 29 km), Torino (+17 km), Bologna (+ 12 km) e Cagliari (+11 km).

Per il bike sharing la città più virtuosa è sicuramente Milano, con quasi 17 mila bici in flotta (trend in aumento rispetto allo scorso anno). Abbiamo poi Roma (flotta di 9700 bici, tendenza positiva) seguita da Torino (5300), Firenze (4000) e Bologna (2500). Per quanto riguarda car sharing, sul podio c’è Roma (con una flotta di 2153), Milano (2118) e Torino (880). Il capoluogo lombardo si piazza al primo posto anche per quanto riguarda la mobilità condivisa degli scooter (4.352 pezzi in flotta) seguita dalla Capitale (3400).

Inquinamento e mobilità in città

Veicoli e carburanti in città

La composizione del parco circolante a Bologna: le autovetture a gasolio sono in diminuzione, mentre si registra una crescita significativa delle autovetture elettriche e ibride. Tra i principali exploit per quanto riguarda le aree metropolitane, segnaliamo Roma (99931 ibride e 10805 elettriche) Milano (86147 e 7509), Torino (47470 e 5263) Firenze (41735 e 7292) e Bologna (29268 e 2157).

Passante: "Opposto al PUMS"?

Accanto alla rete SFM - Servizio Ferroviario Metropolitano - con uno sviluppo ferroviario di 350 km, di cui 280 km nel territorio della Città metropolitana di Bologna, con il potenziamento del servizio di trasporto ferroviario locale previsto nel PUMS - Pinano Urbano Mobilità Sotstenibile - secondo il Rapporto "di segno completamente opposto è Il progetto approvato di recente da Comune, CM e Regione, per il Passante bolognese, che prevede l’ampliamento in sede del fascio autostradale e tangenziale esistente mediante la realizzazione di una piattaforma a 3 corsie più corsia di emergenza per senso di marcia, sia sull’A14 che sulla complanare" quindi "un progetto a sostegno del traffico veicolare privato, che appare in contraddizione con le previsioni del PUMS CM, che prevede una riduzione significativa del traffico privato in automobile dell’area bolognese: dal 57% attuale al 41% al 2030. Molto critiche sono state avanzate dalle associazioni ambientaliste e comitati di contrarietà all’allargamento del Passante, perché il punto resta il togliere quanto traffico dalle strade, non tentare di fluidificare il traffico allargando l’asfalto e cercare poi di mitigare l’operazione con filtri, barriere e tecnologie innovative previste dal progetto" si fa notare nel Progetto. 

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