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Noemi di Leonardo

Giornalista BolognaToday

I rave di Pasqua e l'attrattiva delle aree abbandonate. No, non è finita

Tra progetti a lunghissimo termine e passaggi di competenze, in una città che mai come ora sta vivendo una grave crisi abitativa, zone come l'ex caserma Stamoto sono state, sono e sempre saranno "un'attrattiva"

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Un fine settimana pasquale critico, almeno in alcune zone della città. Sabato mattina i residenti di parte del quartiere Savena si sono svegliati con un elicottero della Polizia sulla testa, mentre diversi equipaggi presidiavano gli ingressi della Stamoto, tra viale Felsina e via Castelmerlo. Un'enorme area da 13 ettari, ex caserma in stato di abbandono, dove a mesi alterni arrivano le forze dell'ordine per sgomberare disperati o senzatetto o chi si oppone alla "gentrificazione", termine parecchio in voga, e al profitto, parola che sa di contestazioni passate, ma si sa, il soldo piace sempre. 

L'ultima riapertura dei cancelli "a tempo" il 29 marzo, ma quello che ha messo in crisi la zona è stato il programma degli eventi, concerti, proiezioni, giocoleria, banchetti e dj set, convenzionalmente definiti "rave". Camionette e poliziotti schierati per impedirne lo svolgimento, dopo l'invito sui social a "Kamitaz". 

La festa è stata rovinata, ma non si sono arresi del tutto. Dentro circa 200 persone e nelle vie vicine il viavai è andato avanti giorno e notte con la polizia e carabinieri - e l'elicottero - a cercare di bloccare le vie di accesso e di fuga. Una barista è stata aggredita da una coppia di ragazzotti che avrebbero alzato troppo il gomito e si narra di altri che si bucavano nei giardini condominiali, di roghi e di fuochi d'artificio. 

250 le persone identificate, 12 portate in questura perché non hanno voluto dare le generalità o che i documenti non li avevano proprio.

Il corteo e il rave party di via Mattei

I 'giochi' sono finiti la sera di Pasqua, con un po' di anticipo rispetto al previsto, quando in circa 400 hanno sfilatodietro ai camper fino a via del Carpentiere in zona Roveri. Non è chiaro se abbiamo riparato in un altro party non-stop, che sarebbe stato regolarmente autorizzato, ma a pagamento all'ex consorzio agrario di via Mattei, ribattezzato ART.24 Club Opposizioni all'attacco per tutto il fine settimana, tra solidarietà ai residenti e ringraziamenti alle forze dell'ordine, mentre il sindaco, Matteo Lepore, ha "parlato" solo ieri con un lungo post sui social: "Noi avremo la Stamoto e costi quel che costi la rimetteremo a posto", questa la sintesi: "Il passaggio per la custodia è avvenuto effettivamente solo il 23 dicembre 2023 - ha spiegato, e anche lui ha ringraziato le forze dell'ordine per la via crucis e la veglia, visto che lo spiegamento è andato avanti giorno e notte. 

Reazioni

Per Fratelli d'Italia è il sindaco "l’unico responsabile della vigilanza dell’area", per la Lega "ciò a cui abbiamo assistito è il lato oscuro della sinistra di Bologna", per Forza Italia "le promesse e le rassicurazioni degli esponenti di maggioranza in comune e nei due quartieri" servirebbero a "prendere in giro i cittadini". 

Quello che comunque ci pare di capire è che in una città che mai come negli ultimi anni sta vivendo una grave crisi abitativa, con il "profitto" dirottato da famiglie e studenti ai turisti, e le poche case rimaste con costi di affitto imbarazzanti rispetto ai redditi medi, le aree abbandonate sono state, sono e sempre saranno "un'attrattiva", a torto o a ragione, per chi una casa non ce l'ha e rischia parecchio, proprio come nel caso della Stamoto, visto che gli stabili sono anche pericolanti. L'ex caserma Perotti di via Marx, l'ex caserma Masini di via Orfeo per citarne un paio. Progetti a lungo, lunghissimo termine. 

La storia recente della Stamoto 

Passata dal Demanio Militare a quello Civile nel 2022, di accordi di riqualificazione si parla dl 2007 fino all’approvazione del 2011. Ora, come ha spiegato Lepore, si attende l’effettiva permuta tra le parti per avviarla, si parla di "uno studentato pubblico, residenza libera e sociale, spazi sportivi e culturali, commercio di prossimità e un grande parco pubblico di 64mila metri quadrati".

Ora siamo esattamente a cavallo di questi passaggi, poiché per avviare gli iter urbanistici occorre finalizzare la permuta con il Demanio e siamo in attesa delle perizie che stabiliranno i valori: cosa dovremo dare in cambio per ottenere la proprietà definitiva dell’area; allo stesso tempo per avviare gli usi temporanei occorre analizzare quali porzioni siano agibili e quali interventi di bonifica ambientale o sismica siano necessari. Ci vorrà il tempo che serve, mediamente anni, ma lo faremo. Qualcuno ogni tanto mi dice: ma chi te lo fa fare di prendere la Stamoto in proprietà e in custodia? Lasciala allo Stato e poi continuiamo noi ad attaccare sui giornali perché è abbandonata e sede di attività illecite... La risposta è semplice - conclude Lepore -: perché noi non siamo così e anche perché se torniamo indietro il risultato sarà consegnare all’immobilismo quest’area per molto troppo tempo".

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