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CALCA AL FESTINO

CALCA AL FESTINO

Festa non autorizzata in Zona U, residenti: "Sono tutelati dal Sindaco inerme"

I rivolta i residenti di Piazza Verdi e dintorni, che definiscono la loro zona un "unico sabba infernale che tiene alla sua mercè centinaia di cittadini colpevoli solo di abitare qui"

La "serata hip-hop", non autorizzata, organizzata dal CAS - Collettivo Autonomo Studentesco - con musica dal vivo e fuochi d'artificio, ha riunito durante lo scorso weekend oltre un migliaio di persone in Piazza Aldrovandi, Piazza Verdi, Via Petroni e via San Vitale. E le polemiche non si quietano. A lamentarsi del fracasso e della movida 'selvaggia', per prima è stata la stessa Presidente del Quartiere Rosa Amorevole, che ha definito 'straordinaria gravità"  l’ "assordante invasione di migliaia di persone che hanno improvvisato la  manifestazione durata fino al mattino, con tanto di dj e vendita di alcool". 

Insorgono anche i residenti della zona. Una lettera infuocata è stata inviata al sindaco Virginio Merola da Loris Folegatti, in rappresentanza dei Residente di Via Petroni.  Il Consigliere Circoscrizionale Santo Stefano scarica la responsabilità dell'accaduto sul primo cittadino, dicendo che organizzatori e partecipanti al 'rave' "non aspettavano altro per scaricare la loro frustrazione e la loro idiozia in faccia ai residenti  della zona ben sapendo di essere tutelati da un Sindaco imbelle che pur essendo al corrente di queste realtà continua a nascondere la testa sotto la sabbia".

Piazza Verdi, Via Petroni, Piazza Aldrovandi sono un "unico sabba infernale che tiene alla sua mercè centinaia di cittadini colpevoli solo di abitare in queste zone dove, con il Suo tacito consenso, si è permesso tutto e il contrario di tutto dimostrando così l’inerzia, l’incapacità, l’inadeguatezza e la irresponsabilità delle Amministrazioni Comunali e Istituzioni tutte" - continua ad attaccare ancora Folegatti - sostenendo il disinteresse dell'amministrazione.

"Evidentemente a Lei sindaco non interessa nulla della salute dei Suoi concittadini -  così si punta il dito contro il sindaco - dal momento che permette a gruppuscoli pseudostudenteschi organizzati di utilizzare le piazze e le strade come se fosse una loro proprietà privata, alla congrega dei locali spacciatori di alcool di vendere per un misero eurino birre anche ad un neonato, alla moltitudine di avvinazzati di passare le loro notti urlando e vomitando sotto le nostre finestre, a noti spacciatori di continuare il loro sporco traffico, a tossici con il cervello bruciato di continuare a bucarsi davanti ai nostri figli, non le interessa perché sta pensando solo a cosa dire a tutti quelli che ascoltano e hanno ascoltato le Sue promesse in campagna elettorale".

Il CAS, dal canto suo, respinge ogni accusa, spiegando: "Sabato sera siamo voluti tornare in piazza per riprenderci uno degli spazi che viviamo quotidianamente come luogo di aggregazione e socialità e che vogliono in tutti i modi provare a sottrarci. Lo abbiamo fatto proponendo una serata di socialità e di musica che partisse dal basso, fatta dagli studenti per gli studenti, anche in vista del 7 ottobre, data in cui ci riprenderemo le strade della nostra città e faremo capire a Renzi e a tutti coloro che stanno al governo che siamo stanchi di subire e che nessuno ci può governare, all'interno di un sistema che come prassi specula sulla vita delle persone".
Per il collettivo, "il volume della musica è stato contenuto per l'intera iniziativa provando a conciliare le esigenze degli studenti con quelle dei residenti di piazza Aldrovandi, non è stato venduto nessun tipo di alcolico e la serata è finita a mezzanotte".
Quella dis abato scorso, avvisa iL Cas, non sarà l'ultima iniziativa di questo tipo: "continueremo a proporre questa forma di aggregazione e di socialità fuori dai classici schemi, che propongono serate costosissime fuori dalla portata della maggior parte degli studenti e senza contenuti".  

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