Raccontano in tv episodi di razzismo a Budrio, il sindaco: "Potevano venire da me"

Una mamma e un papà hanno portato a "Presadiretta" alcune loro testimonianze: i figli discriminati per il colore della pelle e paura a uscire di casa sia a Budrio che a Bologna a causa di una atmosfera che non li fa sentire sicuri

Ospiti di uno studio televisivo, due genitori residenti a Budrio hanno raccontato di come i loro figli siano stati vittime di alcuni episodi di razzismo e di come, per il colore della loro pelle che unisce la bellezza della mamma italiana e l'esotico del papà originario delle Seychelles, abbiano avuto nell'ultimo periodo un po' di timori a uscire di casa. A Budrio e a Bologna. E intanto, come hanno dichiarato, hanno messo in vendita la loro casa con la prospettiva di trasferirsi altrove. 

La testimonianza è stata raccontata al giornalista Riccardo Iacona, autore di Presadiretta, e la puntata è stata vista anche dal sindaco di Budrio Mauruzio Mazzanti, che in risposta alle dichiarazioni della coppia ascoltate in tv ha scritto un post su Facebook: «L'altra sera nel programma di RaiTre ho avuto la spiacevole sorpresa di vedere due miei concittadini, che per altro conosco e stimo per il loro impegno nella comunità, parlare di incresciosi atti di razzismo nei confronti dei loro figli avvenuti a scuola».

«Non ero a conoscenza che episodi del genere fossero accaduti nella nostra scuola e addirittura stiano continuando e che il papà di questi bambini, a causa del colore della sua pelle "Ha paura ad uscire a Budrio con la sua famiglia" . Sì, ha detto esattamente questo.  Alla domanda del giornalista "Lei ha paura ad uscire da solo a Budrio e a Bologna?" lui ha risposto di sì. Sono davvero sorpreso e rammaricato per queste dichiarazioni».

Mazzanti fa una distinzione fra le due dichiarazioni, ovvero quella delle discriminazioni in aula e la sensazione di insicurezza della famiglia: «Per quanto riguardo la prima dichiarazione, cioè gli atti di razzismo a scuola, ho immediatamente verificato con la dirigente scolastica. La dirigente, che nel frattempo aveva già fatto un accertamento con gli insegnanti, mi ha riportato che si è trattato di un unico episodio che è stato immediatamente stigmatizzato dagli insegnanti con il coinvolgimento dei bambini e delle famiglie. Dopo questo unico episodio non risulterebbero altri fatti del genere».

Per la seconda dichiarazione: «Mi sento di dire che nessuno a Budrio si è mai sentito insicuro ad uscire per strada per il colore della pelle, e parlo della comunità di colore che è presente nel nostro territorio da cui non sono mai arrivate segnalazioni di questo genere. Desidero invitare i miei due concittadini ad un colloquio qui in Comune, per verificare quanto detto. Io credo che Budrio sia una comunità accogliente e per nulla razzista. Una comunità attenta a reprimere sul nascere eventuali rigurgiti di razzismo. Per questo non mi riconosco in quello che i nostri concittadini hanno dichiarato a “Presadiretta” e, ne sono certo, neppure la nostra comunità».

Come si può immaginare il post di Mazzanti ha suscitato diverse reazioni dai followers della pagina: alcuni cittadini difendono una comunità "aperta" e "accogliente" nella quale diverse etnie convivono serenamente mentre altre mamme raccontano altri episodi di razzismo nei confronti dei figli (scritte sui banchi ed epiteti agghiaccianti, soprattutto se messi in bocca a dei bambini) facendo infine riferimento a un clima diffuso in Italia e non solo nel bolognese e definito con il termine "ventata di razzismo". La famiglia e il sindaco si incontreranno a breve per un confronto. 

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