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Cronaca

Reati ambientali, la Procura: "In regione oltre 100 casi ma è tutto fermo"

Un primo bilancio a tre anni dall'entrata in vigore della legge sui reati contro l'ambiente

Quasi 100 procedimenti per reati ambientali (98), 25 decreti di citazione diretta, due richieste di rinvio a giudizio, 11 richieste di decreto penale di condanna, tre prescrizioni. Sono i numeri della lotta agli eco-reati in Emilia-Romagna nel 2018 portati ieri dal procuratore aggiunto di Bologna Morena Plazzi alla prima sessione del seminario del corso di formazione sulla legge 68/2015 sui delitti ambientali "Imprese, ambiente e legalita'.Gli ecoreati e i nuovi strumenti a difesa dell'ambiente e delle aziende rispettose della legge" promosso da Legambiente e consorzio Cobat.

Solo un 'antipasto' rispetto al quadro più generale che sarà portato all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Si tratta comunque di un primo bilancio concreto a tre anni dalla legge 68/2015 che ha introdotto un titolo (il VI bis) all'interno del Codice penale appositamente riguardante i delitti ambientali.

Un passo avanti importante per la tutela della natura che però rischia anche di 'incepparsi' e non andare a buon fine. Infatti, se da un lato le indagini hanno avuto una spinta in più avvalendosi di nuovi metodi come le intercettazioni, dall'altro succede che "il Tribunale di Bologna non include tra le sue priorità la fissazione di processi in materia ambientale, ad eccezione del caso in cui si faccia un sequestro", evidenzia Plazzi.

E aggiuge: "Posso dire che i 25 decreti di citazione diretta sono tutti per reati destinati a prescrizione sicura. Questa è la verità. Anche i decreti penali di condanna, 11, arrivano al dibattimento a distanza di sei mesi dalla prescrizione".

A seguito della stretta normativa contro gli eco-reati, "i vari uffici sono riusciti a coordinarsi attraverso la Procura generale e ad avviare un percorso di adeguamento alle nuove norme", evidenzia ancora Plazzi, ma appunto poi incombe il rischio di non arrivare da nessuna parte.

"Secondo me- conclude il pm- una maggiore attenzione per i tempi di definizione dei procedimenti contravvenzionali di materia ambientale porterebbe a qualche soddisfazione in piu'". Peraltro, "la Legge spazzacorrotti, con l'eliminazione della prescrizione al giudizio di primo grado dal punto di vista delle contravvenzioni sarebbe rivoluzionaria, ferma restando la necessità d'inserirla in uno spettro più ampio di riforme". (Ola/ Dire)

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