Covid, reati in calo del 70% nei due mesi di "lockdown"

Lo rivelano i dati dell’Arma che domani, 5 giugno, festeggia il 116° anniversario della fondazione, senza cerimonie, come impongono le regole dell'emergenza sanitaria

Calo sensibile dei reati, soprattutto di quelli “comuni”, nei due mesi di completo “lock down”, in particolare, i reati in Emilia Romagna sono complessivamente scesi di quasi il 70% (molto più che a livello nazionale, dove è stato pari al 58,8%) e questo ha ovviamente influito in modo massiccio sulla delittuosità degli ultimi 12 mesi (-13,6%).

Lo rivelano i dati dell’Arma dei Carabinieri che il 5 giugno, festeggia il 116° anniversario della fondazione, senza cerimonie, come impongono le regole dell'emergenza sanitaria, che ha modificato ogni ambito della vita dei cittadini e anche le attività delle forze dell'ordine. 

I militari sono stati chiamati a garantire non solo i consueti servizi di prevenzione e contrasto della criminalità, ma anche quelli finalizzati all’applicazione dei provvedimenti del Governo in tema di covid e contenimento dei contagi, con l’Emilia Romagna terza Regione più colpita. 

Il Generale Domizi: "8 caserme chiuse, oltre un centinaio tra contagiati e ricoverati e un morto"

"Sono stati un centinaio i militari che hanno contratto il virus, più di 20 quelli che hanno subito un ricovero per polmonite. Uno di questi, l’App.Sc. Q.S. Fabio Cucinelli, purtroppo, ha perso la vita" come ha ricordato questa mattina il generale Claudio Domizi, il quale il comando della Legione Emilia-Romagna. 

L'attività dei Carabinieri 

4120 arresti e 36472 denunce a piede libero. In questo contesto, sono state favorire numerose iniziative sviluppate di concerto con le altre Istituzioni, per sostenere soprattutto le fasce deboli e giovanili, con le conferenze nelle scuole, le campagne antitruffa a danno agli anziani e un’attiva campagna informativa e di sensibilizzazione in difesa delle donne e dei minori vittima di violenza.

In Emilia-Romagna sono 9 i Comandi Provinciali, 42 tra Compagnie e Tenenze e 340  Stazioni, con il raccordo dei reparti investigativi e radiomobili e, al netto del lockdown, si egistra un calo generale di delittuosità, in linea con l’andamento degli anni precedenti. 

Nel corso dell’anno sono stati svolti 266.000 servizi preventivi, nel corso dei quali sono state identificate 755.076 persone e controllati 546.703 veicoli. Scoperti gli autori di 4.790 furti e 757 rapine.

Centrale l’attività di contrasto alla droga. In Regione l’Arma ha deferito complessivamente 2.752 soggetti, di cui 1.447 in stato di arresto, procedendo al sequestro di oltre 830 kg di sostanze tra cocaina, eroina, hashish, marjuana e droghe sintetiche.

Numerose le attività di contrasto all’abuso di alcool tra i giovani, sensibilizzando le giovani generazioni sia con specifici servizi sulla strada sia attraverso gli incontri volti a rafforzare la diffusione della cultura della legalità presso gli Istituti scolastici della Regione.

Ma il servizio principale, difficilmente misurabile in numeri, è quello svolto dalle Stazioni: prossimità, accoglienza, rassicurazione, soccorso ai cittadini, tentativi di conciliazione, controlli sulle strade, incontri con le comunità.

Un anno di operazioni nella Città metropolitana di Bologna

28 maggio 2019, i militari del Nucleo Investigativo di Bologna, coadiuvati dal 6° Btg CC “Toscana” e dal 13° Nucleo Elicotteri CC di Forlì, eseguivano provvedimento di Fermo nei confronti di otto persone responsabili, tra gennaio e maggio 2019, di almeno 10 assalti consumati o tentati ai danni di sportelli bancomat di istituti di credito con l’utilizzo di esplosivo, nelle province di Milano, Torino, Rimini e Bologna, Nel corso dell’operazione venivano denunciate in s.l. ulteriori 3 soggetti, sequestrate 2 autovetture, varie scatole esplosive definite “marmotte”, 3 pistole, una radio ricetrasmittente, diversi cellulari e altro materiale;

6 giugno 2019, la Compagnia di San Giovanni in Persiceto traeva in arresto quattro persone, fermate pochissimi istanti prima che ponessero in essere una rapina ai danni di un addetto al ritiro degli incassi di slot machine di esercizi pubblici ubicati tra la zona di San Giorgio di Piano ed Argelato. Gli stessi erano ritenuti responsabili della rapina a mano armata di una pistola, del maggio 2019, compiuta in San Giorgio di Piano presso il Supermercato CONAD sito in Via Pasti. Alcuni di essi, oltre ad altri correi poi identificati, risultavano successivamente responsabili altre 10 rapine tra le province di Modena e Bologna, una presso l’ufficio postale del capoluogo metropolitano di Bologne e le altre presso altrettanti supermercati, con l’emissione di ulteriri 4 provvedimenti di custodia cautelare.

Sepre il 6 giugno 2019, la Compagnia di San Giovanni in Persiceto congiuntamente al Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, a seguito di indagini scaturite dalle proteste promosse da un sindacato e dagli operai di una società di Castello d’Argile, davano esecuzione a 3 misure cautelari personali e patrimoniali, con un sequestro preventivo pari a circa 850.000 euro. Dalle indagini emergeva che la maggior parte degli operai era sprovvista da un regolare contratto di lavoro, che non era messa in condizione di lavorare in sicurezza e che, dopo aver percepito lo stipendio, erano costretti a restituirne circa una metà al datore di lavoro e ad un suo “caporale”.

Agosto 2019, in Genova, Voghera e Bologna, i militari del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia, unitamente a quelli del paritetico di Piacenza, eseguivano una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Bologna, su richiesta della D.D.A. felsinea, nei confronti di 3 fratelli calabresi responsabili di aver utilizzato metodi mafiosi per compiere estorsioni ai danni di pizzerie e ristoranti del reggiano;

16 ottobre 2019, nelle province di Bologna, Modena e Ferrara, i militari della Compagnia   Bologna Borgo Panigale, a conclusione di complessa indagine, davano esecuzione a una Ordinanza Applicativa della Misura Cautelare della Custodia in Carcere emessa dal Tribunale di Bologna a carico di 16 soggetti per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni personali e furto”. L’indagine consentiva, altresì, di trarre già in arresto in flagranza 14 soggetti di nazionalità albanese, marocchina e italiana, sottoporre a sequestro 100 kg di marijuana, 30 kg di hashish, mezzo chilo di cocaina, 2 pistole e munizionamento;

26 novembre 2019, nelle province di Bologna, Parma, Roma, Varese, Sondrio, Milano e Napoli, il Nucleo Investigativo di Parma dava esecuzione  ad un provvedimento cautelare nei confronti di n.16 soggetti ritenuti responsabili del reato di “concorso in detenzione e cessione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana”. L’indagine, convenzionalmente denominata “New Front”, iniziata nel mese di novembre 2018 e proseguita fino al gennaio 2020, ha cristallizzato la filiera dell’attività di spaccio in alcune aree del centro cittadino di Parma portando all’arresto complessivo di 25 spacciatori, deferirne in stato di libertà ulteriori 12 e di sequestrare complessivamente oltre 35 kg di sostanze stupefacenti.

29 gennaio 2020, a Bologna, militari del Comando Provinciale di Bologna (con la collaborazione  dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna e della Direzione Provinciale dell’INPS), al termine di indagini iniziate nel 2018 su iniziativa della Stazione di Anzola Emilia con la collaborazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e del Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di 5 soggetti italiani ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, induzione alla falsità ideologica commessa dal P.U. in atti pubblici, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato. L’indagine consentiva di accertare l’esistenza di una stabile organizzazione che, avvalendosi di due società fantasma, instauravano rapporti di lavoro fittizi nei confronti di extracomunitari di varie nazionalità che così ottenevano il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno ed indebite erogazioni di indennità da parte dell’INPS nonché di detenuti che ottenevano il beneficio di misure alternative alla detenzione. Veniva altresì accertate 200 false assunzioni con la conseguente truffaldina erogazione di indennità di disoccupazione e maternità, con un danno stimato per l’INPS di 500.000 € circa.

11 febbraio 2020 militari della Compagnia di Bologna Centro hanno dato  esecuzione ad ordinanza di applicazione di misure cautelari personali (due custodie in carcere e un obbligo di dimora) a carico di tre soggetti di origine campana per estorsione e usura. L’indagine è stata instaurata a seguito di denuncia presentata da una donna bolognese presso la Stazione CC di Bologna Indipendenza. La vittima, a fronte di un prestito di 20.000 euro ricevuto dai soggetti destinatari della misura cautelare, è stata costretta a versare mensilmente, come interessi, la cifra di 1.000 euro per quasi 5 anni per un totale di 60.000 euro, con minacce dirette ed esplicite all’incolumità fisica della donna e dei suoi familiari.

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