menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
foto twitter Tpo

foto twitter Tpo

Recruiting Day nel segno della protesta, Rettore: 'Non capisco, iniziativa pro studenti'

2mila studenti si sono presentati davanti ai reclutatori di imprese italiane e multinazionali, mentre i collettivi hanno colto l'occasione per protestare vs l'"Università-azienda", causando disagi. Duro l'Ateneo: "Ancora una volta ci troviamo di fronte a una situazione di disagio arrecata alla maggioranza degli studenti".

Tutti in fila nonostante la pioggia per giocarsi le proprie carte davanti ai reclutatori di aziende italiane e multinazionali. Gli studenti dell'Alma Mater di Bologna hanno risposto in massa al Recruiting day, la giornata organizzata dall'Ateneo per mettere in contatto i propri laureati con il mondo del lavoro.

Sono 2.000 gli studenti accreditati, di cui 600 prenotati per i colloqui con le 45 imprese presenti: tra le altre Intertaba (Philip Morris), Roche, Maserati, Intesa San Paolo, Vodafone, Esselunga, Coop Adriatica, Bonfiglioli, Berco e Heinz. "Un'affluenza enorme- commenta a caldo Roberto Nicoletti, prorettore agli studenti- l'iniziativa incontra un bisogno effettivo che esiste" da parte dei neolaureati che cercano lavoro. Ma è arrivata anche "una risposta molto positiva dalle aziende, che hanno bisogno di persone: è un segnale importante", sottolinea Nicoletti.

 La mattinata in via Belmeloro è stata però complicata dalla protesta dei collettivi universitari. Una quarantina di manifestanti si sono riuniti in piazza Verdi e poi, con un piccolo corteo, si sono diretti verso le aule del Recruiting day lanciando slogan contro "l'Università-azienda" e la sua "fiera dello sfruttamento", contro l'Expo di Milano e il progetto Fico a Bologna. "Se è gratis non è lavoro", il coro più ripetuto. La protesta però è stata tenuta abbondantemente a distanza: due camionette della Polizia e un cordone di agenti in assetto antisommossa hanno chiuso la strada all''incrocio con via Sant'Apollonia, impedendo ai manifestanti di arrivare davanti alla sede del Recruiting day. Alla fine, gli unici a rimetterci sono stati gli studenti, diretti ai colloqui con le aziende o in facoltà, e i residenti, costretti a fare il giro largo per aggirare lo sbarramento delle Forze dell'ordine.

"Questa volta proprio non capisco- commenta il rettore- contestare un'iniziativa che si prende cura dei propri compagni... si può fare di più e meglio? Certo. Ma preferisco comunque questa iniziativa al disinteresse, al nulla, alla protesta e al protagonismo del no, sempre e comunque", scuote la testa Dionigi. Polemico anche il commento di Mattia Mazzacurati, esponente di Student Office e presidente del Consiglio studentesco. I cordoni di Polizia "sicuramente" non erano "a vantaggio degli studenti, che afflitti già da una difficile situazione economica e sociale, si sono dovuti asserragliare dentro le strutture ospitanti l'evento organizzato dall'Ateneo, il cui scopo, meglio non dimenticarselo, è quello di agevolare l'ingresso di questi ultimi nel mondo lavorativo". Insomma, secondo Mazzacurati "ancora una volta ci troviamo di fronte a una situazione di disagio arrecata alla maggioranza degli studenti". Il presidente del Consiglio studentesco giudica il Recruiting day "in modo assolutamente positivo", perchè "va nella giusta direzione", provando a "ridurre il distacco che vi è tra Università e mondo delle imprese. Certo, tutto è migliorabile- aggiunge Mazzacurati- ma invito gli studenti che oggi legittimamente hanno manifestato la propria contrarietà a esporre in modo civile e nelle sedi opportune il proprio pensiero, affinchè tutti possano dare il proprio contributo per la crescita del nostro Ateneo, mettendo da parte le posizioni ideologiche". (agenzia Dire)

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BolognaToday è in caricamento