Cronaca

Redditi e qualità della vita: per le Acli "non va affatto bene"

Analizzato 40mila dichiarazioni dei redditi 2019. "A soffrire di più sono le donne giovani". Fasce Isee più basse triplicate in tre anni

Da una parte la classifica del Sole 24 ore che incorona Bologna al vertice della classifica della qualità della vita, dall'altra i dati che emergono dall'analisi di 40mila dichiarazioni dei redditi stilate dai consulenti delle Acli provinciali (più 17mila modelli Isee), dalle quali si manifesta la difficoltà di tante famiglie.

"Secondo la classifica del Sole 24 Ore i bolognesi stanno bene, ma secondo i dati dei caf Acli non stanno affatto bene, soprattutto le bolognesi. Peraltro i dati si riferiscono ai redditi 2019, nel 2020 la situazione è certamente peggiorata", tira le somme la presidente Chiara Pazzaglia che individua proprio nelle donne e nei giovani gli elementi più deboli della società.

"Donne sono numericamente più numerose, ma allo stesso tempo hanno un reddito mediamente più basso", certifica Simone Zucca presidente Acli Service della via Emilia. La fascia numericamente più significativa tra gli utenti delle Acli, dopo quella che supera i 60 anni, è quella tra i 40 e i 50 anni: qui le donne sono il 19% , mentre la fascia di reddito più rappresentata è quella più bassa, da zero a 20mila euro. Gli uomini sono più presenti nelle fasce di reddito più alte, soprattutto al crescere delle età.

Al contrario, tra i 30 e 40 anni, il 60% delle donne si colloca nella fascia di reddito più bassa, mentre tra chi percepisce oltre 50mila euro, le donne sono sotto il 40% in tutte le fasce di età.

"Spesso abbiamo una narrazione molto positiva riguardo al benessere dei cittadini bolognesi, ma i numeri quando li stressi possono confessare qualsiasi cosa. Per esempio, l'occupazione femminile è aumentata del 2%, ma è anche vero che le giovani donne che hanno trovato lavoro rientrano nella fascia dei lavoratori poveri. Mi sembra che i giovani siano ancora una volta i più penalizzati e che il gender gap nelle retribuzioni tra uomini e donne sia notevole. Preoccupa anche il fatto che la ricchezza sia nelle mani di pochi, mentre il resto della popolazione faccia fatica ad arrivare alle fine del mese", rileva Pazzaglia, evidenziando la situazione delle donne over 65 che lavorano ancora, che "avranno bisogno di un welfare ad hoc".

Insomma, "i bolognesi non stanno bene come alcuni numeri raccontano", cosa di cui gli amministratori devono tenere conto, chiede Acli, che partecipa al dibattito politico in vista delle prossime comunali con la Bottega delle idee, guidata dall'ex numero uno dell'associazione cattolica, Filippo Diaco.

"Se facciamo una comparazione dei dati delle dichiarazioni Isee, vediamo che se fino a 15mila euro oggi abbiamo il 53% delle persone, nel 2017 eravamo al 18%, mentre nella fascia dai 10mila a 20mila euro nel 2019 eravamo al 25%, nel 2018 la quota era del 48%. Al contrario, la fascia oltre i 40.000 è passata dal 4% al 6%. Da una parte c'è gente che sta bene, dall'altra persone che non stanno bene", spiega Diaco, preoccupato anche per l'andamento demografico, con all'aumento della popolazione anziana e la diminuzione dei residenti.

"Bisogna che Bologna diventi una città a misura di bambini e famiglie con sostegni alle giovani coppie per evitare lo spopolamento della città. Le famiglie non hanno bisogno di bonus spot, ma di interventi strutturali con il nuovo assegno unico familiare", propone Diaco.

C'è poi, il tema degli affitti: il 21% delle persone che si sono rivolte alle Acli ha una seconda casa, spesso utilizzata per da figlie e familiari. Chi la affitta lo fa, per il 7%, al libero mercato, il 6% a canone concordato.

"A causa dell'emergenza molti studenti non sono tornati in città e molti lavoratori in smart working sono rimasti nelle loro regioni di origine. Anche questo, in città come Bologna, avra' effetti", avverte Pazzaglia. "oggi abbiamo una grossa urgenza: stare accanto alle famiglie, che stanno soffrendo tanto. Lo vediamo ai nostri sportelli. Serve che le istituzioni e la politica fronteggino le emergenze", ammonisce Diaco. (Vor/ Dire)

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