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Cronaca

Tra arresti domiciliari e Isee irregolari, via il reddito di cittadinanza a 44 residenti nei campi rom

In alcuni casi arrivavano a percepire anche importi sino a 1.200 euro al mese. Sono stati tutti denunciati ed è stata richiesta l’attivazione del recupero delle somme che ammontano a circa 850 mila euro

La Guardia di Finanza di Bologna ha denunciato 44 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza, non avendone diritto, residenti nei quattro campi rom tra Bologna e San Lazzaro di Savena.

Le indagini dei militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano ha preso il via quando, nel corso di una verifica, si è appurato che una cittadina di origini rumene aveva omesso di comunicare di essere agli arresti domiciliari, insieme aun altro membro del nucleo familiare.

I controlli sono stati estesi ad altri 87 nuclei familiari residenti all’interno dei campi e hanno portato alla denuncia di 44 persone che hanno omesso di indicare "nell’ambito della propria Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), dati essenziali, fondamentali per l’esatto calcolo dell’importo relativo all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE)" fanno sapere le Fiamme gialle.

Hanno quindi percepito indebitamente il sussidio, poichè vige l’obbligo di comunicare all’I.N.P.S., entro 30 giorni, le variazioni del reddito o del patrimonio. 

In particolare, sono state riscontrate differenze tra quanto indicato nelle autocertificazioni e quanto emerso dalle verifiche sulle banche dati eseguite dai militari presso gli uffici anagrafici dei Comuni di residenza.

Numerose irregolarità

Dall’omessa comunicazione dei redditi percepiti, allo svolgimento di attività lavorativa, alla corretta composizione del nucleo familiare, oltre al possesso di autovetture da parte dei componenti del nucleo familiare.

Im quindi sono stati quindi deferiti alla Procura della Repubblica di Bologna per i reati di cui all’art. 7 D.L. 4/2019, art. 483 c.p. (falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico) e art. 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche), rischiando la pena della reclusione da due a sei anni. In alcuni casi arrivavano a percepire anche importi sino a 1.200 euro mensili,

Successivamente i denunciati sono stati segnalati alla Direzione Provinciale dell’INPS di Bologna, per l’immediata revoca dell’erogazione del beneficio ed è stata richiesta alla locale AG l’attivazione del recupero delle somme erogate che, allo stato, ammontano complessivamente a circa 850 mila euro.

(Foto archivio)

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