Referendum taglio parlamentari, a Bologna il 'no' si muove con Pasquino e Urbinati

Il noto politologo Unibo: "Il problema è pensare che i problemi si risolvano con la scure. Ma se si riduce drasticamente il numero dei parlamentari sarà difficilissimo controllare il governo"

A Bologna il fronte del 'no' al referendum cresce e scende in piazza. Per dopodomani, 2 settembre, è in calendario una manifestazione ai Giardini Margherita a cui parteciperanno la politologa Nadia Urbinati e la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu.

Il 7 settembre invece appuntamento a Casalecchio con un altro politologo, Gianfranco Pasquino, che oggi ha lanciato la campagna in vista del voto sul taglio dei parlamentari del 20-21 settembre.

"Il problema- dice Pasquino- è pensare che i problemi si risolvano con la scure. Ma se si riduce drasticamente il numero dei parlamentari sarà difficilissimo controllare il governo". In 20 giorni, è convinto però Pasquino, "formeremo una opinione pubblica sufficiente per portare a votare chi è per il no".

Del comitato bolognese, che ha presentato questa mattina alla stampa le prossime iniziative, fanno parte associazioni come l'Anpi, le sardine e diversi partiti di sinistra, da Coalizione civica a Potere al popolo, passando per Socialisti, Rifondazione e Comunisti italiani.

"E' una sfida molto impegnativa ma tante volte abbiamo visto i pronostici della vigilia ribaltati nelle urne. Confidiamo che prevalga il buon senso", dice Sergio Caserta del coordinamento bolognese per il 'no'. "La riduzione di un terzo dei parlamentari- sottolinea- porta ad uno squilibrio tra rappresentanti e rappresentati. E manca il cambio della legge elettorale".

Secondo il capogruppo in Comune di Coalizione civica, Federico Martelloni, quella al voto il 20 e 21 settembre, "è una legge per mettere la mascherina al Parlamento, che rischierebbe di rimanere anche dopo che si sarà spenta l'ondata populista".

Alessandro Bernardi di Potere al Popolo, altra formazione che fa parte del coordinamento, chiama invece in causa il sì dichiarato dal governatore dell'Emilia-Romagna. "E' un vulnus che Bonaccini si sia schierato col sì - dice Bernardi- Mi piacerebbe che dicessero qualcosa in proposito quelli che sono al governo con lui. La cosiddetta sinistra di governo apra bocca e prenda parola". (Bil/ Dire)

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