Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Lega Nord: 'La Regione nasconde le spese sanitarie per i clandestini'

"Esistono due tipologie di prestazioni che le Ausl sono tenute a fornire pro bono ai clandestini: quelle ospedaliere urgenti, o comunque essenziali, e quelle di medicina preventiva"

Secondo il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli, la Regione Emilia-Romagna "non fornisce i dati" sulle spese sostenute dalle Ausl per curare i migranti irregolari, perchè "non sono disponibili", e chiede così all'assessore alla Sanità, Sergio Venturi, "spiegazioni urgenti", altrimenti "procederemo con un esposto alla Corte dei Conti". Nell'aprile scorso, Pompignoli ha fatto una richiesta di accesso agli atti per sapere i costi sostenuti dalle Ausl dell'Emilia-Romagna dal 2015 al 2017 "per l'erogazione ai cittadini stranieri non in regola delle prestazioni di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva".

"I dati di costo puntuali non sono disponibili", la dirigente fornisce solo le cifre ricevute dalla Regione Emilia-Romagna come quota vincolata del Fondo sanitario nazionale per gli immigrati irregolari: 4,15 milioni di euro nel 2015; 3,3 milioni nel 2016; 2,8 milioni nel 2017, questa la risposta arrivata dal direttore generale della Sanità in Regione, Kyriakoula Petropulacos.

"Una cifra non da poco- commenta Pompignoli- quasi 10,3 milioni di euro. E c'è da considerare che si tratta di una parte di ciò che viene speso per i soli stranieri irregolari e che risulta impossibile ricostruire i costi totali". A maggior ragione, sostiene il leghista, la risposta della Regione è di "una gravità imbarazzante. Qui si tratta di risorse pubbliche spese, ma di cui sembra non ci sia il riscontro. Elaborazioni non ancora effettuate o reticenza", si chiede Pompignoli.

Il leghista ricorda che "esistono due tipologie di prestazioni sanitarie che le Ausl sono tenute a fornire pro bono ai clandestini: quelle ospedaliere urgenti, o comunque essenziali, e quelle di medicina preventiva". Ad esempio, le aziende sanitarie si accollano i costi per gravidanze e maternità dei migranti non regolare, tutela della salute dei minori, vaccini, profilassi, diagnosi e cura di malattie infettive ed eventuale bonifica dei focolai. "Alla faccia dell'amministrazione trasparente- attacca ancora Pompignoli- Non è dato sapere a quanto ammontino le spese di ogni Ausl per queste prestazioni, se la Regione ci abbia rimesso utilizzando fondi propri, se le Ausl siano state rimborsate al 100% e quanti soldi siano stati spesi per la cura dei clandestini". Tra l'altro, sottolinea il leghista, "se poi raffrontiamo questa situazione coi sette milioni di italiani che si indebitano per cure mediche e farmaceutiche, che il 41% dei nostri connazionali copre le spese sanitarie esclusivamente con il proprio reddito e che a soffrire di più sono le 'famiglie operaie', crediamo che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto il sistema e che si siano fatti passi falsi a ripetizione nel corso degli anni nelle politiche sanitarie a favore degli stranieri irregolari", conclude Pompignoli. (dire) 

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