Ok alle riaperture per parrucchieri, tatuatori & co: "Più confusione che gioia, tempi troppo stretti per adeguarsi"

Lunedì prossimo tante attività possono riprendere, ma non si sa ancora come. Le varie categorie spiegano dubbi e problematiche: "Non ci sentiamo aiutati e ci sono ancora incognite sul numero di lavoranti per metratura"

Lunedì 18 maggio per molti è una data importante. La vera fase due avrà inizio: in  Emilia-Romagna si rialzeranno le serrande di negozi, bar e ristoranti, mercati, parrucchieri ed estetisti, tatuatori. Le riaperture, che hanno avuto l'ok del Governo per il nostro territorio,  dovranno tenere in considerazione particolari norme di sicurezza che però non sono state ancora rese ufficiali, lasciando così i titolari di molte attività pieni di dubbi e di timori, senza punti di riferimento e soprattutto con poco tempo a disposizione per adeguarsi. E poche risorse, ormai. 

Cosa cambia il 18 maggio: le soste tornano a pagamento

Quante persone potranno lavorare contemporaneamente in un determinato spazio? Che tipo di dispositivi di sicurezza saranno obbligatori e per chi? Quali le sanificazioni giuste per un negozio e ogni quanto tempo andranno fatte? Tantissime le domande senza risposta, mentre i clienti fremono e chiedono di essere messi in lista di attesa da settimane. Anche i ristoratori sono in crisi, perchè non sanno come organizzare distanziamenti fra tavoli e dehors: qui le voci del titolare di un locale del centro e di uno sui colli che spiegano cosa ancora resta fumoso

Saloni da uomo: "La barba  la potremo fare visto che va tolta la mascherina?"

I titolari di Barber Factory, salone maschile lungo via Bazzanese, sono tre ragazzi fra i 34 e i 42 anni: "La riapertura del 18 crea più confusione che gioia - a parlare Roberto Serpentini, collega di Daniele Gandolfi e Davide Garzone - Non mi sento di dire che sono arrabbiato vista la gravità della situazione, ma certamente non ci sentiamo aiutati: questa corsa alla riapertura senza però normative è un danno e suscita imbarazzo fra noi e i clienti, i quali da tempo ci continuano a scrivere per cercare delle risposte che non sappiamo dare".

"Sono tante le problematice legate ai brevi tempi di adeguamento: se ne parla da tanto, è vero, ma al momento nessuna conferma su nulla. Partiamo dalla sanificazione: va certificata o basta fare le pulizie usando vapore e disinfettanti? Noi abbiamo preso un'azienda che ci ha rilasciato una certificazione e siamo più tranquilli così, ma tanti colleghi hanno fatto da sè. Cosa vale?  Un'altra incognita è quella delle metrature: abbiamo letto che in 40 metri quadrati ci possono lavorare due operatori e due clienti. Noi siamo già fuori essendo tre in 37metri quadrati, ma ne abbiamo altri 10 che usiamo come sala d'attesa. Viene considerata spazio lavorativo? Possiamo mettere una postazione lì? Alle Attività Produttive del Comune non lo sanno, ma per noi è fondamentale per la gestione dei turni di lavoro" continua ancora Serpentini di Barber Factory. 

"Altra domanda fondamentale per noi: si può fare la barba oppure no visto che bisogna che il cliente sia privo di mascherina? Tante le perplessità insomma, inclusa quella degli asciugamani e delle mantelline/camici. I monouso sono costosi e al momento anche non disponibili vista la grande richiesta. Abbiamo ordinato 25 giorni fa anche un dispenser con fotocellula per il gel igienizzante, ma non ci è ancora arrivato nulla. Se renderanno obbligatori i plexiglass un altro problema da gestire: abbiamo ordinato tutto e vogliamo aprire, ma è dura con tutti forse". 

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Roberto Serpentini,Daniele Gandolfi, Davide Garzone 

Tatuatori: "Difficile ripartire il 18. La nostra categoria? Mai presa in considerazione"

Lunedì 18 maggio potranno riaprire anche i tatuatori. Ma con quali regole? Ancora troppi interrogativi, mentre mancano solo 5 giorni lavorativi al momento di tirare su la serranda: "Non credo saremo pronti per lunedì - spiega Mirco Campioni, tatuatore bolognese della Sundance Tattoo di via San Felice - troppe cose ancora non si sanno. Abbiamo partecipato a una web conference proprio ieri che riguardava la nostra categoria, ma anche quella dei colleghi parrucchieri ed estetisti. Si è parlato di molte cose, ma di risposte definitive alla fine non ne abbiamo avute e non per colpa di chi l'ha tenuta. Fra gli interrogativi che ci poniamo c'è quello dei dispositivi di sicurezza per i nostri clienti: calzari, mascherine che devono essere cambiate con le nostre all'ingresso, delle scatole sterilizzate per i vestiti...Noi siamo già abituati a usare delle protezioni, ma bisogna ridefinire tutto. Non sappiamo ancora in quanti contemporaneamente potranno lavorare al nostro studio e in base a questo si basa tutta la turnistica e l'organizzazione". 

Avete già ipotizzato degli appuntamenti? "Personalmente avevo delle persone in lista di attesa da tre mesi e li ho riaggiornati costantemente, settimana dopo settimana per tenerli al corrente. Per il momento non ho ancora avuto disdette, ma abbiamo solo rimandato. Oggi non so ancora nulla e la vedo dura l'apertura fra cinque giorni. Uno dei problemi che mi pongo per esempio è quello della mascherina: fino ad oggi abbiamo sempre usato quelle chirurgiche. Pare che invece dovremo usare le FFP2. E poi gambali, un camice speciale, un casco da astronauta...cosa ancora?"

Quale la preoccupazione più grande? "Il fatto che effettivamente la mia categoria non viene mai tutelata e neppure mai presa in considerazione. Ci è già andata grassa con i 600 euro. Eppure vorrei sottolineare come già prima che fosse d'obbligo tutti o quasi avevamo già deciso di chiudere gli studi per responsabilità". 

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Mirco Campioni al lavoro

La parrucchiera: "La paura è il ritorno del virus"

Samantha Mignani, 47 anni, titolare del salone Saifon Parrucchieri è un'ottimista di natura, ma non nega che la riapertura annunciata per lunedì 18 maggio qualche difficoltà la crea, visto che ci si basa su voci e non su disposizioni ufficiali, quindi senza tante certezze che sarebbero invece assai utili: "Questa situazione è nuova e difficile per tutti, anche per quelli che decidono, che sono al potere. Io lo capisco e cerco di affrontarla nel modo migliore possibile, ma ci sono ancora diverse incognite che mi impediscono di organizzarmi al meglio per il fatidico giorno. Si dice (ecco le 'voci') che per un negozio come il mio, da 40 metri quadrati, sarà consentito solo un one-to-one, ovvero due persone totali fra chi offre il servizio e chi ne beneficia. Sarà davvero così? Non ne siamo certi. Parlo al plurale perchè ho tre dipendenti".

Seppure con diversi punti interrogativi, come sta organizzando la ripresa? Come è stato possibile mantenere i contatti con i clienti? Avete già fissato degli appuntamenti? Farete gli orari del pre-Covid? "Durante il lockdown non ho mai smesso di avere rapporti con i miei clienti e, devo essere sincera, non pensavo che una parrucchiera potesse mancare così tanto alle persone: ho dato consigli e fatto dei tutorial, mentre il mio fornitore di prodotti ci ha offerto un percorso di formazione grazie al quale ho imparato anche a usare uno speciale gestionale che mi sarà molto utile nella fase 2. Mi sono messa un po' avanti con i tempi e ho già impostato un calendario che non ho organizzato per data ma per giornate: giorno 1, giorno 2, giorno 3...In questo modo esiste già un ordine di turno. Prima gli orari erano dal martedì al venerdì con orario 10-19 e sabato 9-16.30 mentre da lunedì sarò aperta dalle 9 alle 19.30 lunedì compreso". 

Qual è la cosa che la preoccupa di più? Il timore più grande che accompagna questo ritorno al lavoro? "L'unica vera paura è che questo virus possa tornare in autunno, che ci possa essere un contagio di ritorno. E allora vedo davvero impossibile rialzarsi un'altra volta dopo una crisi economica come questa". 

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Samantha Migliani, titolare del salone Saifon

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