Riciclaggio di denaro tra Francia, Libano e Bologna: sequestrati oltre 3 milioni, indagati marito e moglie

Le indagini sono nate dall’analisi di una serie di movimentazioni finanziarie anomale, che coinvolgevano anche francesi e libanesi

Movimentazioni finanziarie anomale che avevano visto transitare ingenti somme su diversi conti correnti. E' quanto hanno rilevato le indagini della Guardia di Finanza di Bologna che hanno eseguito, su disposizione del GIP Sandro Pecorella, un decreto di sequestro preventivo per 3.419.211 euro nei confronti di due coniugi di 55 e 45 anni, lui italiano, lei francese, entrambi residenti a Bologna, ritenuti responsabili, in concorso, del reato di riciclaggio.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, coordinate dal pm Domenico Ambrosino, sono nate dall’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette, ossia na serie di movimentazioni finanziarie anomale, che coinvolgevano soggetti francesi e libanesi e che avevano visto transitare il denaro anche sui conti correnti degli indagati, lui italiano già residente in Francia e lei di nazionalità francese. 

I coniugi avrebbero ricevuto i 3.419.211 euro da una società riconducibile a un broker libanese. Gli approfondimenti svolti dalle fiamme gialle, che fin da subito sarebbero apparse incongrue e non giustificate rispetto alla condizione economica dei beneficiari, avrebbero portato proprio al broker e a un ex dirigente di un istituto di credito contestando loro l'abuso di informazioni privilegiate in relazione a due Offerte Pubbliche di Acquisto, lanciate sul mercato finanziario francese. che avrebbero fruttato un guadagno illecito di oltre 6,5 milioni di euro.

Indagini anche in Libano e Francia

Secondo la Guardia di Finanza, tramite indagini svolte anche attraverso l’esecuzione di rogatorie internazionali in Libano e Francia, i due coniugi, dopo aver ricevuto le somme derivanti dalle operazioni finanziarie illecite, avrebbero posto in essere un'altra serie di operazioni intermedie di investimento/disinvestimento in titoli, beni mobili e immobili, anche servendosi di imprese create ad hoc, al fine di "confondere le acque" e con l’intento finale di farle rientrare definitivamente in Francia nella disponibilità dell’ex dirigente bancario.

“La serie quasi inestricabile di trasferimenti di questo denaro hanno reso davvero difficile identificare la loro provenienza delittuosa dai due delitti di insider trading”, si legge nell'ordinanza del GIp. 

A metà marzo, in città, un imprenditore 41enne era finito in manette con l'accusa di riciclaggio. Avrebbe spostato denaro a favore di società in Slovenia, Croazia e Ucraina che veniva reimmesso nei circuiti legali, completamente “ripulito”.
 

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