Migranti, respinto il reclamo del ministero dell'Interno: giusta iscrizione all'anagrafe

A maggio scorso il Tribunale di Bologna ha accolto i ricorsi di due richiedenti asilo. Merola: "Basta propaganda", l'associazione Avvocato di strada: "Anche il ministro dell'Interno deve rispettare la legge"

Foto archivio

Respinto il reclamo del ministero dell'Interno sulla residenza per i richiedenti asilo. La notizia arriva da Bologna, dove il tribunale aveva accolto l'istanza presentata da richiedenti asilo a cui il Comune, in base al decreto Salvini, aveva negato la residenza; il municipio poi aveva deciso di non fare ricorso.

Lo ha fatto invece il Viminale, ma il tribunale ha confermato la propria decisione. Lo annunciano Antonio Mumolo e Paola Pizzi dell'associazione Avvocato di strada: "È una vittoria del diritto in tempi bui per la nostra democrazia. Il collegio ha ritenuto inammissibile il reclamo del ministero dell'Interno contro l'ordinanza che aveva imposto al Comune di Bologna di iscrivere all'anagrafe una richiedente asilo, difesa dagli avvocati Antonio Mumolo e Paola Pizzi dell'associazione Avvocato di strada. Il ministero dell'Interno - continuano i legali - riteneva di essere legittimato a proporre reclamo in quanto litisconsorte necessario. Sosteneva inoltre di potersi sostituire al sindaco di Bologna, che aveva deciso di non proporre reclamo ed aveva invece già scritto all'anagrafe la signora richiedente asilo".

"Ma il collegio - sottolinea ancora l'associazione -  ha invece stabilito che il ministero dell'Interno non è litisconsorte necessario e non puo' proporre reclamo non essendosi presentato nella prima fase del giudizio". Inoltre, il Viminale "non ha il potere di sostituirsi al sindaco, se il sindaco decide di accettare la decisione del tribunale". Dunque, "ancora una volta un tribunale afferma che anche il ministero dell'Interno è soggetto alla legge".

Merola

Plauso del sindaco Merola, che dalla sua pagina Facebook commenta così: "La decisione del Tribunale di Bologna di respingere il reclamo del ministero dell'Interno sulla residenza concessa ai richiedenti asilo è un'ulteriore conferma della correttezza del mio operato quando ho deciso di applicare, con soddisfazione, la sentenza che mi ordinava di iscrivere i richiedenti asilo all'anagrafe. Andiamo avanti con la serenità di chi rispetta la legge e non si arrende alla propaganda", conclude.

Salvini

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, critica la decisione del Tribunale con un tweet: "Non viviamo in una 'Repubblica giudiziaria', il prossimo governo dovrà fare una riforma della Giustizia", scrive.

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