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Ospedali, migliora la situazione: “Oggi chiudiamo posti letto Covid a Persiceto e Villa Erbosa"

Intervista a Giuliana Fabbri, Direttore del Presidio Ospedaliero Ausl che anticipa come si è al lavoro per la ripresa delle sale operatorie e anche per aprire le visite dei parenti ai malati COVID

Il colore arancione che fa scattare da oggi un allentamento delle restrizioni ci rende maggiormente ottimisti, così come l'avanzamento della campagna vaccinale. Ma quale è la situazione negli ospedali? Quali le difficoltà nelle strutture sanitarie fra carenza di posti letto e di terapie intensive? Giuliana Fabbri, Direttore del Presidio Ospedaliero Unico dell’Azienda Usl, fa il punto. 

Quale la situazione ricoveri negli ospedali di Bologna? Ad oggi la situazione dei malati Covid-19 fra strutture pubbliche e ospedali accreditati conta 1.063 pazienti, di cui 189 in area critica (terapia intensiva e terapia semi intensiva) e 864 nelle degenze ordinarie: un quadro relativamente stabile per il primo gruppo e lievemente in discesa per i ricoveri ordinari. Ma è d'obbligo mantenere sempre una certa cautela, nonostante un po' di ottimismo c'è. Dal 3 aprile a questo momento abbiamo chiuso 18 posti letto di area critica al secondo piano dell'Ospedale Maggiore adibito a terapia intensiva; trasformato 10 posti letto della Medicina d'Urgenza del Maggiore; convertito 18 posti letto del quarto piano da Covid a 'puliti'; chiuso 36 posti letto Covid all'undicesimo piano sempre del Maggiore. Oltre a questo, nel privato accreditato abbiamo chiuso altri 22 posti letto riservati ai contagiati acuti e 10 di bassa intensità. Da oggi (lunedì 12 aprile 2021 ndr) riduciamo inoltre 10 posti letto Covid a San Giovanni in Persiceto e 24 (bassa intensità) a Villa Erbosa. Pensiamo che così i nostri instancabili medici e infermieri potranno avere un po' di ristoro, visto che non si sono fermati un attimo in questa difficile terza ondata". 

Sul fronte chirurgico ci sono novità? "Prima di aprire le sale operatorie bisogna avere i posti letto per i malati. Detto questo sì, si sta lavorando alla ripresa delle attività chirurgiche partendo dalla neurochirurgia del Bellaria e da San Giovanni in Persiceto, che erano state trasferite al Maggiore, ospedale nel quale si sta procedendo anche alla disinfezione e alla manutenzione delle chirurgie. Il tutto è già in movimento". 

Per quanto riguarda le attività ordinarie e le visite specialistiche come siamo messi? "Abbiamo mantenuto tutto aperto, a differenza della prima ondata e così stiamo andando avanti". 

A proposito di prima, seconda e terza ondata...questo terzo picco è stato davvero una dura prova, vero? "Un'ondata molto tosta con i numeri dei ricoveri che hanno battuto ogni record. E' stata la più impattante delle tre senza dubbio, ma con la campagna vaccinale iniziamo a vedere una fine, mentre metabolizziamo tutto quello che questa esperienza può averci insegnato". 

Si parla già dell'accesso alle visite dei parenti anche per i pazienti Covid, è così? "Ci sono dei gruppi di lavoro che stanno lavorando su questo, ma con cautela perchè la situazione contagi va ancora molto monitorata. Sul buon effetto delle visite dei parenti sullo stato dei pazienti non ci sono dubbi: lo abbiamo visto anche nelle terapie intensive".  

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