Riders deceduto in via del Lavoro, la Uil: 'Una morte annunciata'

Mentre si continua a indagare per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente, i sindacati insorgono

Dopo la rabbia dei colleghi riders che ieri sera hanno fatto sentire la loro voce in Piazza del Nettuno, si continua a indagare sulla morte di Mario Ferrara, il rider-portapizza morto domenica sera in via del Lavoro, dopo che la sua moto si è scontrata con un'auto della Polizia.

Per CGIL Bologna "non è più rinviabile un confronto tra piattaforme e imprese, organizzazioni sindacali e lavoratori sulle condizioni di lavoro e sul tema della sicurezza" perchè "perdere la vita è sempre qualcosa di drammatico, ma è del tutto inaccettabile perderla lavorando, mentre si compie un'azione tanto quotidiana quanto necessaria per vivere". Ci si augura quindi che "chi è preposto accerti rapidamente le responsabilità e che le Istituzioni e la politica si interroghino su quanto sta accadendo". CGIL espirme anche "il più sincero cordoglio alla famiglia di mario Ferrara, la privazione dei diritti nei ciclofattorini e la deregolamentazione del mondo del lavoro avvenuta e perseguita da parte di qualcuno in questi anni, vedono sempre piu' spesso il verificarsi di vere e proprie tragedie, soprattutto tra i precari, i lavoratori degli appalti o comunque tra i tanti privi di tutele di qualsiasi genere".

Popolo dei riders: 'Ecco in che condizioni lavoriamo'

"La collocazione dei cassonetti dei rifiuti lungo via del Lavoro, a Bologna, potrebbero aver giocato un ruolo nell'incidente che ieri sera è costato la vita ad un fattorino in scooter, investito da una volante della Polizia". Aveva scritto in una nota la capogruppo della Lega Nord a Palazzo D'Accursio.

La Uil chiede al Comune di Bologna di convocare con urgenza i sindacati "per riaprire una discussione sulla Carta dei diritti al fine di potenziarne alcuni aspetti", spiega il segretario Giuliano Zignani. "Non si può' e non si deve morire per consegnare una pizza", protesta il sindacalista. "E' una morte, purtroppo, annunciata quella di Mario Marino Ferrara. Alla sua famiglia, la Uil Emilia-Romagna esprime cordoglio e vicinanza", fa sapere Zignani. "E' inaccettabile che, ancora nel 2019, ci siano morti sul lavoro. Non si può e non si deve più morire di lavoro. Non vogliamo entrare nel merito della dinamica dell'incidente, le autorità preposte faranno il loro lavoro. Ma quanto accaduto impone una riflessione. A cominciare da chi, al governo, non ha mosso un dito per la tutela di questi lavoratori", tuona il leader Uil. "I riders sono le prime vittime di un mercato del lavoro selvaggio governato dall'assoluta mancanza di regole e di tutele. Dove i lavoratori operano in condizioni che vanno ben oltre la legalità: sfruttati fino all'osso, sottopagati, senza contratto e meno che mai con i contributi versati. Lavoratori la cui dignità è calpestata senza ritegno", conclude.

A giugno del 2018 i riders bolognesi hanno incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio: "I riders bolognesi incontrano Di Maio: 'Valutiamo i fatti non le parole'
Stiamo a vedere, valutiamo i fatti e non le parole". Era stato  il cauto il commento dei ciclofattorini.

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