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Riders, sui diritti dei ciclofattorini nulla è cambiato: "Lavoriamo senza garanzie"

Lunedì l'incontro a Palazzo d'Accursio per spiegare la situazione: "La forza delle nostre rivendicazioni, che ci aveva condotti alla promettente Carta dei Diritti, non può venir meno di fronte al palese inadempimento delle migliorie per le quali era stata pensata"

I turni di lavoro sfiancanti e spesso pericolosi. La politica di guadagno di diverse piattaforme costringe i fattorini ad arrivare fino a zone estremamente periferiche della città, raggiungibili solo attraverso strade ad alta percorrenza, spesso con fenomeni atmosferici avversi, dove ad essere a rischio e' la loro  stessa incolumità.

Per Riders Union Bologna, la vita dei ciclofattorini locali doveva migliorare visto che proprio il capoluogo emiliano, infatti, ha fatto da apripista con la 'Carta' che ha fissato i paletti per dare tutele ai riders. Ma la realtà dei fatti è andata in direzione opposta. E cosi' se a Roma i maggiori diritti dei ciclofattorini non sono entrati nel Decreto dignità (e i sindacati lamentano lo stallo del tavolo nazionale che doveva dare tutele alla categoria; ultimo incontro l'11 settembre), sotto le Due torri "lo scenario attuale, invece, si configura come sostanzialmente immutato e in parte addirittura peggiore rispetto a quello da cui eravamo partiti.

Le piattaforme non sottoscrivono gli impegni

Non solo la quasi totalità delle piattaforme si e' mostrata riluttante a sottoscrivere gli impegni contenuti nell'accordo, ma allo stesso tempo l'unica che si era pubblicamente impegnata in questo senso (Meal per i marchi Mymenu e Sgnam, ndr), ha mostrato a piu' riprese di non rispettare diversi tra i suoi punti piu' importanti".

A segnalarlo sono gli stessi ciclofattorini riuniti dalla sigla Riders union di Bologna che lunedi' saranno a Palazzo D'Accursio per fare il punto sulle ricadute che lo "storico documento ha avuto sul lavoro dei riders bolognesi". La speranza era appunto di poter raccontare "di almeno una parte delle migliorie che ci avevano spinti, fiduciosi, a sottoscrivere la Carta", ma su Facebook i ciclofattorini avvisano che le cose non sono andate cosi'.

Infatti, "oggi poco o nulla e' cambiato nella condizione di incertezza e precarieta' che caratterizzava la figura del rider e che denunciavamo alla firma di quel documento. Le nostre tutele rimangono poco chiare o inesistenti, nella falsa narrazione che ancora ci dipinge come lavoratori autonomi minimamente vincolati alle aziende per cui prestiamo servizio".

"Turni sfiancanti e pericolosi"

I turni di lavoro, ad esempio, restano "sfiancanti e molte volte anche pericolosi. La politica di guadagno di diverse piattaforme costringe i fattorini ad arrivare fino a zone estremamente periferiche della citta', raggiungibili solo attraverso strade ad alta percorrenza, spesso con fenomeni atmosferici avversi, dove ad essere a rischio e' la nostra stessa incolumita'".

E inoltre, quasi una beffa dopo l'accordo che apriva speranze di conquista migliorative, "continua corsa al ribasso per le retribuzioni, inoltre, ha portato alla quasi scomparsa del fisso orario da tutti i contratti. Sempre piu' vengono imposti pagamenti a consegna, misti e 'dinamici' che altro non sono che espedienti creativi per riportare in auge la formula del cottimo, sinonimo stesso di instabilita' e precarieta' e legato ad un passato che stride sonoramente con l'immagine smart e innovativa che le piattaforme orgogliosamente propongono di loro stesse".

Di questo, i ciclofattorini parleranno al Comune lunedi' decisi a non arrendersi: "La forza delle nostre rivendicazioni, che ci aveva condotti alla promettente esperienza della Carta dei Diritti, non puo' venire meno di fronte al palese inadempimento delle migliorie per le quali la stessa era stata pensata". Riparte dunque il pressing per "le garanzie" di un "lavoro dignitoso che ancora ci vengono negate: salario orario giusto, condizioni di sicurezza adeguate, assicurazione inail sugli infortuni, monte ore garantito". Raccontato tutto questo all'amministrazione, i riders incontreranno anche la stampa sotto Palazzo D' Accursio. "Usciamo dall'isolamento che ci indebolisce nella nostra condizione di comune precarieta' e prendiamoci insieme le tutele e i diritti che ci spettano", si 'caricano' su Facebook dando conto delle loro prossime mosse.   (Dire)

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