Cronaca

Tassa rifiuti: regione +17%, Bologna differenziata con segno meno

Aumento notevole della cifra in cinque anni, a Bologna non decolla la differenziata. Il Dossier di Cittadinanzattiva non mostra un paese esemplare sia nella gestione che nella spesa per i cittadini

Ennesima analisi della gestione dei rifiuti in Italia che mostra come non si migliora, nonostante la maggiorazione dei costi sopportati dalle famiglie. Pagano di più le aree a basso reddito, ma quel che è è peggio è che in Italia più del 50% dei rifiuti va ancora a finire in discarica. Le regioni che presentano le più elevate percentuali di raccolta differenziata sono: Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. La Sicilia è ancora al di sotto del 10% e la Calabria è l’unica regione a non presentare alcuna variazione rispetto all’anno precedente.

EMILIA ROMAGNA. Nel 2010 abbiamo prodotto 2.999.959 tonnellate di rifiuti, pari al 9,2% del totale Italia, in pratica ogni emiliano-romagnolo ne ha prodotti 677 kg. Nel 2011 il cittadino bolognese ha prodotto rifiuti per 528,4 kg, segnando un -4% rispetto al 2010, ma la nostra città maglia nera nell’incremento della differenziata: 32,8% nel 2011 (-2,2% sul 2010) ed è l’unica città in regione con il segno meno.  
L’indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva sui costi che i cittadini hanno sostenuto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel corso del 2012 rivela che una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di proprietà di 100 metri quadri, nel 2012 in Emilia Romagna ha speso mediamente 248 euro, + 2,5% rispetto al 2011 e + 16,4% rispetto al 2007. La  Tarsu (che diventerà Tares) da pagare è data dal prodotto della tariffa a mq per il totale dei metri quadri; a tale importo va poi aggiunto il 10% di addizionale erariale e l’addizionale provinciale che è facoltativa e non può essere superiore al 5%. A Bologna nel 2012 abbiamo pagato una media di 271 contro i 261 del 2001, ovvero + 4%, mentre nel 2007 pagavamo il 17% in meno. La città più cara è Ferrara con 317 euro, mentre la più “conveniente” Ravenna con 223 che però paga un +7% rispetto all’anno scorso. Parma con 248 euro e Piacenza con 231 non hanno subito rincari rispetto al 2011. 

DIRETTIVA. La direttiva europea sui rifiuti (2008/98/CE), recepita in Italia nell’aprile 2010 (D.L.vo 3 dicembre 2012, N. 205), “supera il concetto di raccolta differenziata per dare spazio a quello di recupero della materia” si legge nella ricerca. In Italia solo il 34% dei rifiuti urbani viene recuperato, rispetto alla media europea del 40%, 15 milioni di tonnellate ogni anno. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (presentato a giugno 2012) nel 2010 in Italia sono state prodotte 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (+1,1% rispetto all’anno precedente) con una media pro capite di 536 (+0,8% rispetto all’anno precedente). Il 46% dei rifiuti urbani italiani è prodotto nelle regioni  del Nord, il 32% nelle regioni del Sud ed il restante 22% in quelle centrali. Le regioni che presentano le più elevate percentuali di raccolta differenziata sono: Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. La Sicilia è ancora al di sotto del 10% e la Calabria è l’unica regione a non presentare alcuna variazione rispetto all’anno precedente.
 

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