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Rifiuti al Savena, ancora 12 mesi per sistemare 'calotte'

Il sistema di conferimento dei rifiuti indifferenziati verrà sostituito con un meccanismo automatico, ma occorrerà almeno un altro anno

Si allungano i tempi per la 'svolta' sui rifiuti a Bologna. Ovvero per l'introduzione della cosiddetta tariffa puntuale, quella che consentirà di pagare l'immondizia in base al consumo e non ai metri quadrati dell'appartamento. Hera ha chiesto a Palazzo D'Accursio un anno di tempo in più per completare il progetto di "riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti urbani finalizzato all'applicazione della tariffa puntuale nel Comune di Bologna".

E di conseguenza l'amministrazione cittadina D'Accursio è stata costretta a chiedere una proroga alla Regione (concessa lunedì scorso con la delibera approvata dalla Giunta Bonaccini), che aveva assegnato un finanziamento di quattro milioni di euro sugli oltre otto milioni di spesa complessiva da parte di Hera.

Tutta colpa delle cosiddette calotte, sperimentate con scarso successo sui cassonetti della raccolta indifferenziata al Quartiere Savena e che ora dovrebbero diventare elettroniche. Il sistema, finora di tipo meccanico, "non è in grado di registrare ogni singolo conferimento", ma soprattutto ha "portato a significative contestazioni anche da parte dei cittadini".

Il problema principale riguarda "l'apertura e la chiusura della calotta viene azionata mediante l'utilizzo di una leva che deve essere usata manualmente- si spiega nella delibera regionale- il sistema costringe a un contatto con la leva e questa operazione viene contestata come non igienica e non funzionale se si hanno entrambi le mani impegnate". Inoltre, l'altezza della leva "in alcuni casi impedisce ad alcune fasce della popolazione il loro utilizzo, in particolare anziani e bambini". Infine, la calotta ha "frequenti necessita' manutentive".

Tutti questi problemi, si legge nella delibera della Regione, "inducono alcuni cittadini ad abbandonare il loro rifiuto a terra, con la necessità da parte di Hera di effettuare ulteriori passaggi per la rimozione dei sacchi e il conseguente incremento dei costi del servizio". Il Comune ha dunque chiesto a Hera "una soluzione diversa, che sia in grado di ovviare a tutte le criticita'" emerse.

La multiutility ha così avviato uno "studio per un modello ad hoc, partendo da un prototipo". Lo stesso gestore però ha messo in evidenza che "lo studio del prototipo di un nuovo contenitore, la sua realizzazione prototipale, la sperimentazione in strada e l'acquisizione delle attrezzature richiedono una tempistica di realizzazione più lunga rispetto a quella iniziale", fissata al 30 settembre 2018.

In altre parole, si legge in delibera, per "la modifica della fornitura del cassonetto con calotta Hera ha previsto in ulteriori 12 mesi il tempo necessario per dare ultimato l'intervento", spostando dunque la data di conclusione al 30 settembre 2019. Il Comune ha accolto la richiesta, dal momento che "l'esito positivo in termini di servizio dipende in buona misura dalla facilità e sicurezza di accesso al cassonetto e quindi dalla risposta positiva della cittadinanza". Per gli stessi motivi la Regione ha concesso la proroga, in deroga alla propria normativa in base alla quale poteva concedere al massimo altri 90 giorni di tempo per concludere l'intervento. (Dire)

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