Fase due e riaperture, Bonaccini: "Se distanze non cambiano è un problema"

La Regione vara protocolli da un metro di distanza, ma le linee-guida dell'Inail a ora ne prevedono due. il governatore ammette: "Da qui a fine anno l'emergenzacosterà decine di migliaia di posti"

"Se le linee guida Inail fossero così rigorose che per un esercente, un barista, un ristoratore o un gestore di stabilimento balneare diventa praticamente impossibile aprire sarebbe un bel problema".

Punta i piedi il presidente Stefano Bonaccini, all'indomani del varo del decreto rilancio del governo Conte e il giorno dopo la diffusione dei protocolli della Regione per tutte le attività per turismo e ristorazione. Il governatore è intervenuto di buon mattino alla trasmissione Omnibus de La7.

Da Viale Aldo Moro l'indicazione che si legge è quella del metro di distanza, unità di misura ben metabolizzata dalla popolazione in questi due mesi di lockdown e che, secondo i desiderata della Regione, dovrebbe essere l'unità di misura del distanziamento fisico tra le persone anche nella fase due.

Il tutto però stride con le indicazioni dell'Inail a riguardo, che invece prevede il doppio per quanto riguarda -per esempio- la distanza da garantire in bar e ristoranti nella fase di 'convivenza' con il virus.

E così Bonaccini (che oltre a essere presidente della Regione Emilia-Romagna è anche rappresentante delle regioni tutte con il governo vuole mettere le mani avanti. Nel decreto annunciato ieri da Conte non vi è riferimento alle distanze, segno che ancora il tutto -a pochi giorni ormai dal via formale per le attività, il 18 maggio 2020- è in fase di trattativa.

"Se ci vorrà qualche giorno in più non credo che sarà questo il problema nel dramma che stiamo vivendo", dice Bonaccini. "Il problema è che si possa ripartire". E ancora: "Io voglio confidare che ci guarderemo negli occhi e vedremo come applicarle, tenendo conto che la tutela della salute è sempre al primo posto". "Speriamo- conclude poi Bonaccini- che si possa ripartire se non con le condizioni tutte certe al 100% almeno con una buona dose di organizzazione che tuteli la salute e faccia lavorare".

Quanto al conto che si presenta, dopo due mesi di chiusura forzata Bonaccini ammette: "Nei cinque anni precedenti- ricorda il governatore- portammo la disoccupazione dal 9% a sotto il 5%. Recuperammo quasi 150mila posti di lavoro. Si prevede da qui a fine anno, invece, che si ritorni a perdere qualche decina di migliaia di posti di lavoro. Ma noi non vogliamo disperare". L'industria ad alto tasso di export è ora ripartita. "È tornato al lavoro oltre mezzo milione di persone lunedì scorso e mi auguro che puntando sulla qualità dei prodotti si possa via via riprendere", dice ancora Bonaccini. Invece, "il turismo è il settore più in difficoltà", anche se l'Emilia-Romagna conta molto sul bonus vacanze varato dal Governo.

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