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Cronaca

INTERVISTA | Nuove linee pedagogiche e piano 'outdoor', ecco come ripartono le scuole

Vari i temi affrontati dall'all'assessore comunale alla Scuola. Focus anche su caro-bollette e nodo turnover insegnanti. Ecco cosa aspettarci per il nuovo anno scolastico

La campanella è già suonata per le scuole dell'infanzia e sta per trillare (il 15 settembre) anche per le primarie e secondarie di primo e secondo grado. Dopo due anni segnati dalla pandemia non c'è nessun obbligo di mascherina e didattica a distanza (le regole per l'anno scolastico 2022-2023), almeno per adesso. Sì, perché il covid non è certo sparito, così come spiega Daniele Ara, assessore alla scuola per il Comune di Bologna: "Siamo vivendo un ritorno alla normalità tornando a scuola senza mascherine e bolle di isolamento. Consapevoli però che il covid non è di certo sparito e che il livello di attenzione va tenuto sempre alto, mentenendo le buone pratiche legate alla prevenzione". 

Come sono state attrezzate le scuole? Nuovi spazi, impianti di sanificazione?

"La sanificazione a scuola sta nell'aprire le finenstre delle aule. Senza azioni comuni non siamo in grado di supportare un impianto di sanificazione, costoso non solo all'acquisto ma anche in tutte le sue fasi di manutenzione. Il tema dell'areazione e quello del risparmio energetico si intrecciano: sappiamo che sarà un anno difficile e tutta la comunità scolastica è consapevole che dovremo essere bravi. Sta proseguendo intanto il piano di efficientamento nelle nostre strutture scolastiche e su questo tema il più aggiornato è il collega Simone Borsari, assessore con delega ai lavori pubblici". 

Si starà più all'aperto? Lezioni in giardino, progetti innovatini, novità particolari? 

"Se c'è una cosa che questi due anni di pandemia ci hanno insegnato, è quella di usare e valorizzare gli spazi esterni. Per questo esiste un piano 'outdoor' che include il miglioramento delle aree scolastiche all'aperto, quindi i cortili e i giardini delle scuole. Cosa su cui siamo già operativi". 

Tornando al discorso dei costi: la scuola non resta fuori dal problema del caro-energia. Come fare? 

"E' una delle grandi sfide da affrontare nei prossimi mesi e cercheremo di farlo nel migliore dei modi, con la preziosa collaborazione del personale scolastico ma anche dei cittadini. Le bollette di riscaldamento ed dell'energia elettrica negli ultimi anni avevano già registrato degli aumenti e le previsioni sono di costi ancora più elevati. Il risparmio energetico sarà al centro". 

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Quali sono le maggiore criticità che state e dovrete affrontare? Uno dei temi più sentiti riguarda il turnover degli insegnanti (e degli insegnanti di sostegno). Quale la situazione? 

"Il tema degli insegnanti è delicato e a volte spaventa più noi genitori che i bambini. Il punto sta nel meccanismo delle graduatorie: quando un insegnante diventa 'di ruolo' un altro se ne va (il supplente) e quello di ruolo cambia in caso di malattia o distaccamento. Ecco perché avvengono i cambiamenti. Per quanto riguarda il sostegno, la parte che facciamo noi come Comune di Bologna rientra nell'appalto con le cooperative e le nostre ore le mettiamo. Il tema vero sono le assegnazioni dello Stato, che vengono attribuite e spesso cambiate". 

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Novità, progetti particolari che confermano il nostro territorio ad alto grado di avanguardia? 

"Una cosa importante che stiamo facendo è il lavoro per sviluppare un maggiore rispetto fra le persone. Stiamo vivendo un momento di incattivimento delle relazioni e vogliamo andare nella direzione del rispetto delle differenze. Ci sono molti insegnanti motivati a trasmettere tutto ciò e a novembre prepareremo nuove linee pedagogiche con diversi elementi di innovazione. Sarà importantissimo insistere sulle relazioni, che siano esse bambino/bambino, bambino/adulto, adulto/adulto perché dopo la pandemia sono aumentati sia i conflitti che la fatica degli insegnanti". 

Fra i rapporti difficili, proprio quelli fra adulti e nello specifico genitori/insegnanti...

"Il punto è che la scuola ha bisogno di riprendere fiducia e centralità. Ci rendiamo conto che la scuola così come gli insegnanti vanno rispettati perché assolutamente all'altezza. Dobbiamo affrontare delle fragilità, è vero, ma l'atteggiamento deve cambiare". 

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