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Riparte AstraZeneca, in fiera 300 vaccini per le forze dell'ordine

L'Ausl procede con le liste per le adesioni allo slot straordinario di domenica pomeriggio (500 dosi) e anche il 25 marzo (300)

Anche a Bologna è ripresa ieri pomeriggio la somministrazione dei vaccini AstraZeneca. Nel punto vaccinale allestito alla Fiera,  è ripartita con 292 inoculazioni prenotate e dedicate alle Forze dell'ordine. Nonostante le incertezze dovute allo stop imposto dall'Agenzia italiana del farmaco in attesa che l'Ema desse parere favorevole, però, nessuna rinuncia. 

"C'è stata una grande risposta, soprattutto da parte di quei soggetti che rappresentano le istituzioni. Quando ho chiamato le Forze dell'ordine perché era saltato il loro turno ieri sera per dire che dovevano fare la vaccinazione nel pomeriggio, non c'è stata defezione", spiega infatti Paolo Pandolfi, direttore di Sanità pubblica dell'Ausl di Bologna. "Sono arrivati rapidamente e in poche ore hanno coperto gli slot".

Nessuna rinuncia almeno per ieri, anche se, ammette Pandolfi, "qualche rinuncia nel corso di questi giorni c'è stata". In questo caso, "chi rinuncia se ha interesse a fare la vaccinazione è sempre ben accetto. Più se ne vaccinano meglio è. Se rinuncia ha tutto il tempo di farsi vaccinare in fase 2 o 3, da aprile a giugno per le categorie vulnerabili, o in fase 3 cioè luglio agosto settembre, durante la grande campagna di massa aperta a tutti".

Intanto, "stiamo facendo le liste per le adesioni allo slot straordinario che faremo per loro domenica pomeriggio e anche il 25 marzo. Domenica ne faremo 500 e il 25 altri 300". In questo modo, conclude Pandolfi, "avremo completato gran parte delle persone che fanno questo tipo di lavoro che è essenziale che vanno rispettate per il lavoro che fanno e che vanno tutelate per il lavoro che fanno".

"AstraZeneca vale quanto Pfizer o Moderna. C'e' una questione esclusivamente di alcune situazioni specifiche di patologie che consigliano di avere somministrato un tipo di farmaco piuttosto che un altro. Non c'è un piacere della persona. C'è la necessità di offrire il farmaco giusto alla persona giusta". È questa la risposta che Paolo Pandolfi dà in merito alle 'preferenze' delle persone che vorrebbero essere vaccinate con un siero piuttosto che con un altro, e che in quest'ultima fase, che ha visto la sospensione temporanea della somministrazione di AstraZeneca, ha fatto sorgere qualche perplessità su quest'ultimo nei cittadini.

Ma Pandolfi è categorico: non è chi viene vaccinato che decide. "Chi ha 75-79 anni fa AstraZeneca", taglia corto il dirigente, parlando con i giornalisti alla ripresa delle vaccinazioni proprio di AstraZeneca al punto vaccinale in fiera. Ma, nel caso che la persona faccia parte di una lista di persone stilata insieme alla Regione, e quindi che fa capo al ministero della Salute, individuate come vulnerabili, "viene subito spostato e stornato a fare la vaccinazione che lo interessa. Perché lo sappiamo in anticipo". In ogni caso, spiega Pandolfi, "sono secondo me casi minimi". Nessun rischio comunque di rimanere tagliati fuori anche in questo caso, perché anche se "un sistema freddo come quello delle banche dati potrebbe non vedere questo si risolve attraverso l'indicazione di centri specialistici, che sono già stati tutti contattati, che hanno in carico persone che potrebbero essere sfuggite".

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