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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

I rischi dei social, A Bologna prima tappa del truck della polizia: "Sono nativi digitali, ma non riconoscono le insidie"|VIDEO

La polizia come "ponte tra il diritto e la rete" per far conoscere ai cosiddetti nativi digitali i pericolo della rete. Da una ricerca emerge che un minore su 3 ha un account falso

Prima tappa a Bologna e in presenza per “Una Vita da Social", la campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia di Stato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, con lo scopo di sensibilizzare e quindi prevenire i rischi della Rete per i minori, quindi episodi di violenza, diffamazione e molestie online. 

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Sul truck, in Piazza San Francesco, saliranno gli studenti, i genitori e gli insegnanti, mentre agenti ed esperti metteranno in guardia contro i pericoli dei social media: "Questa è una generazione di nativi digitali, quindi l'uso dei social è in simbiosi con i ragazzi, ma nascondono insidie che spesso non riconoscono - ha detto ai cronisti il commissario della polizia postale, Fabrizio Cavani - faremo delle presentazioni dei casi di rischio più frequenti".

Quando vanno in rete "i ragazzi diventano cittadini digitali, e la loro identità deve essere protetta, diverse cose non le conoscono, noi siamo un ponte tra il diritto e la rete", spiega Cavani. 

Molti account falsi 

Dalla ricerca di Skuola.net per "Una Vita da Social" emerge ad esempio che 1 ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso, il 28% dichiara di averne uno oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente ma solo con un fake. 
I motivi sono diversi, rileva la ricerca: principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%).

Si ricorre ai fake anche per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%). 

I "like"

C'è anche chi "vice per i like": emerge che per 1 su 3, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto
negativo sull’umore. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo 1 su 6 dichiara di non farlo mai.

Attraverso i like si costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like).
Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al like tattico, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare. Dai dati in nostro possesso e dagli incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, si evince l’importanza delle attività di prevenzione.

Gli studenti attraverso il diario di bordo https://www.facebook.com/unavitadasocial / potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.

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