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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca

"Meglio un uovo oggi o una gallina domani?" Uno studio ha intervistato 13mila persone per scoprirlo

Nel team di ricerca anche una accademica Unibo

Con l'inflazione alle stelle e forti disuguaglianze economico-sociali, è meglio il classico uovo oggi invece della gallina domani. O quantomeno, è ciò che le persone tendono a preferire in condizioni di incertezza. E questo a prescindere dal proprio reddito o dalla propria capacità di spesa.

Un comportamento, peraltro, diffuso in tutto il mondo. Il fenomeno è stato messo in luce in ampio studio internazionale pubblicato sulla rivista 'Nature Human Behaviour', a cui ha partecipato anche Martina Benvenuti, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia 'Renzo Canestrari' dell'Alma Mater di Bologna.

Oltre 13mila intervistati: verdetto abbastanza uniforme

La ricerca ha coinvolto in tutto 13.629 partecipanti di 61 Paesi in tutto il mondo, con l'obiettivo di verificare possibili differenze a livello globale. Preferire guadagni immediati rispetto a ricompense maggiori in futuro, in psicologia è un'anomalia comportamentale nota come 'temporal discounting'. I risultati della ricerca, spiega Benvenuti, mostrano che questa tendenza "è ampiamente diffusa in tutto il mondo, ma con tassi più bassi dove le condizioni finanziarie sono migliori e livelli più alti dove inflazione e disuguaglianze sono più elevati". In sostanza, più aumentano le condizioni di instabilità economica, più questo comportamento si diffonde tra le persone.

Dallo studio è emerso poi che le differenze tra i livelli di 'temporal discounting' sono maggiori tra gli individui all'interno dei singoli Paesi. In pratica, indipendentemente dal livello di ricchezza dei diversi Paesi, le persone con redditi bassi fanno comunque scelte simili quando si tratta della gestione delle proprie finanze. Allo stesso tempo, in presenza di ambienti economici instabili, aumentano la probabilità che le persone prendano questo tipo di decisioni, considerate sconvenienti in campo finanziario, indipendentemente dal loro livello di reddito.

"Questo studio ha importanti implicazioni sia in campo psicologico sia in campo sociale e politico- sottolinea Benvenuti- gli attori politici, in particolare, dovrebbero considerare gli effetti delle disuguaglianze e dei livelli di inflazione al di là dei livelli di reddito e di crescita economica, e prestare maggiore attenzione al modo in cui questi elementi incidono direttamente sulle scelte individuali, influendo sul benessere a lungo termine di intere popolazioni". (San/ Dire) 

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