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Cronaca Centro Storico / Via delle Moline

Rissa in via Zamboni, voci dalla strada: "Bene la chiusura", "No, i locali non siano responsabili"

Pareri divisi in zona universitaria il giorno dopo la chiusura, da parte delle autorità, di due locali in seguito a una zuffa scatenatasi nelle vicinanze

"Risse? Qui all'incrocio, giusto l'altra mattina, all'alba, c'è stata una rissa". E' sconsolato Elvis del bar pasticceria dell'Arte mentre commenta quanto accaduto ormai quasi due settimane fa, una zuffa tra giovani in via Zamboni che per ora è costata alcuni giorni di chiusura a due locali attigui. La chiusura è stata imposta dalle autorità in quanto chi gestiva gli esercizi non avrebbe avvertito per tempo le forze dell'ordine. Il provvedimento è stato notificato ieri, e del fatto si è cominciato a parlarne molto.

Gli esercenti: "Pure chiusi, ma non possiamo risponderne solo noi"

Il 43enne socio del noto bar della zona U però, nel dire la sua, non se la sente di condannare i suoi 'colleghi': "Hanno chiuso i locali perché non avrebbero chiamato la polizia? Non ha senso". L'esercente precisa: "Già siamo messi in ginocchio dal Covid, ora pure dobbiamo risponderne se si picchiano fuori? E quando chiami poi non risponde nessuno, oppure iniziano a rimbalzarsi la chiamata tra 113 e 112? Non è giusto". Quello che Elvis vorrebbe invece sarebbero "più controlli, che le auto (delle forze dell'ordine, ndr) passassero più spesso. Però non so -sospira l'esercente- forse dopo 13 anni che sono qua è venuto il momento di andare via".

Spostandoci di qualche decina di metri, dall'incrocio Moline Belle Arti, si trova il bar tabaccheria Coffee & Cigarettes. Qui Micaela sta lavorando dietro il bancone, preparando i panini per il pranzo. "Cosa vuole che le dica, qui davanti (via del Guasto, ndr) spacciano giorno e notte, e le forze dell'ordine le abbiamo chiamate un bel po' di volte, ma la situazione non è cambiata". Alla notizia della chiusura di locali per non avere avvisato della rissa di via Zamboni, l'esercente sgrana gli occhi: "Non lo sapevo, ma se è così non è giusto, non possiamo essere noi responsabili di quello che accade fuori".

Una studentessa: "C'è sempre chi esagera, e a volte i locali chiudono pure un occhio"

Spostandosi fuori dall'ambito di commercianti ed esercenti, sono ben pochi gli studenti che ancora attraversano le vie della zona universitaria, la maggior parte ormai partiti o in partenza per le vacanze di Natale in famiglia. Ed è quello che sta facendo Sonia, 27 anni, con un grande trolley verso la stazione per un treno diretto a Padova. "Da quando c'è il Covid -spiega la studentessa universitaria- la situazione è peggiorata, nel senso che è più frequente che i ragazzi fuori facciano casino così, magari anche per noia". E ancora: "Io questa zona ormai ci vengo poco a dire la verità, ma la mia impressione è che anche i locali ogni tanto chiudano un occhio, se non altro perché questa gente consuma da bere, e tanto". Quindi in sostanza, conclude la ragazza, "hanno fatto bene a chiudere per un po' i locali, così tutti hanno modo di pensare a quel che è successo".

Il Sindaco: "Nessuno ha avvertito, non abituiamoci a violenza"

Quasi a rispondere in tempo reale alle polemiche è intervenuto nel merito anche il sindaco Matteo Lepore, che con un post sui social ha puntato il dito contro il ritardo nella segnalazione dei fatti. "Perché il video dell’accaduto -si chiede il primo cittadino- è stato reso pubblico oltre una settimana dopo dai fatti? Perché nessuno ha chiamato la polizia per tutti quei giorni e solo gli operatori del 118 si sono preoccupati di informare le istituzioni preposte? La collaborazione è fondamentale ma è soprattutto un dovere civico" ragiona Lepore, che poi esorta tutti a "non abituarsi né all'indifferenza né tanto meno alla violenza", auspicando che vengano presi "provvedimenti seri" sui presunti autori del gesto.

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