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Cronaca

Ristoranti chiusi per Dpcm Covid: il Tar respinge il ricorso

Prima battuta di arresto per il ricorso presentato dal comitato tutela ristoranti Bologna

Il Tar del Lazio boccia la richiesta, presentata da oltre 100 ristoratori bolognesi difesi dall'avvocato Massimiliano Bacillieri, di "annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del Dpcm del 14 gennaio" e di risarcimento danni.

Questa la decisione presa, dopo la discussione nell'udienza di ieri, dai giudici della Prima Sezione del Tribunale amministrativo, I ricorrenti, si legge nell'ordinanza, contestavano il Dpcm impugnato "sia in via generale (con riferimento allo strumento adottato), sia, nello specifico, nella parte in cui dispone la sospensione dell'attività di ristorazione nelle regioni classificate in zona arancione".

Censure che però, secondo i giudici, "non risultano fondate, considerato che la classificazione in zona arancione è determinata da una valutazione che è frutto dell'applicazione oggettiva di parametri predefiniti, che non si palesano affetti da irragionevolezza".

Decreto in vigore: no a ristoranti aperti la sera, si lavora al nuovo Dpcm

Le decisioni assunte in relazione ai servizi di ristorazione, prosegue il provvedimento, "appaiono coerenti con le valutazioni presenti nel Piano di prevenzione e risposta al Covid-19", e infine "non sembrano fondate le censure relative alla disparità di trattamento rispetto ad altre attività (quali il catering e le mense) e a differenti categorie imprenditoriali (tra cui barbieri, parrucchieri e lavanderie), tenuto conto della non assimilabilità delle attività messe a confronto".

Dunque, considerato che "il provvedimento impugnato cesserà di produrre i suoi effetti il 5 marzo e che, allo stato attuale, l'interesse di cui è portatrice la parte ricorrente risulta recessivo rispetto a quello di tutela della salute pubblica perseguito attraverso l'introduzione delle misure impugnate", e tenuto conto del fatto che "l'amministrazione sarà tenuta ad adottare le future scelte relative alla categoria della ristorazione nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio sanitario esistente", il Tar del Lazio ha deciso di respingere la domanda cautelare, disponendo "la compensazione delle spese relative alla presente fase, in considerazione della particolarità delle questioni trattate".

i ristoratori: "Pronti al ricorso"

Ricorso al Consiglio di Stato già all'inizio della prossima settimana, un appello alla politica per avere un confronto e cercare di ottenere ciò che il Tar non ha concesso, e la trasformazione del Comitato Tutela ristoranti Bologna in consorzio per avere più garanzie.

Queste le prossime mosse, annunciate alla 'Dire' dal legale Massimiliano Bacillieri. Analizzando l'ordinanza del Tribunale amministrativo, Bacillieri afferma in primis che "non si capisce in base a cosa un ristorante non sia paragonabile a una mensa, visto che si tratta sempre di una situazione in cui tante persone sono sedute nello stesso spazio", poi rileva che "se Bologna, da arancione che è, va verso l'arancione scuro, vuol dire che il problema non sono i ristoranti".

Ma soprattutto, per il legale, non convince l'ultimo passaggio del provvedimento, quello in cui si dice che dopo il 5 marzo "l'amministrazione sarà tenuta ad adottare le future scelte relative alla categoria della ristorazione nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio sanitario esistente". Questa, chiosa, "pare una tirata d'orecchi allo Stato, perché sembra che i giudici dicano che le scelte fatte finora non siano state caratterizzate da adeguatezza e proporzionalità".

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