Cronaca

Ristori della Regione: solo la metà di bar e ristoranti li chiedono

"La cosa deve fare riflettere" ha commentato il leghista Michele Facci

I ristori offerti dalla Regione e destinati a bar e ristoranti che tamponare i periodi di chiusura dovuta al Covid soo stati richiesti da meno della metà degli aventi diritto. Suona il campanello di allarme a Viale Aldo Moro: su una platea di 21mila potenziali bneficiari, solo in 10mila hanno fatto regolare domanda.

Ne ha parlato stamane in commissione l'assessore regionale al Commercio e al Turismo Andrea Corsini, che ha anticipato che verrà aumentata la quota massima spettante a ogni impresa richiedente, proprio per aumentare l'attrattività del bando stesso.

Ma il problema si potrebbe ripresentare, per esempio con i sette nuovi bandi pubblicati da Unioncamere per 13 milioni di euro di ristori complessivi, destinati a palestre, discoteche, fieristi, spettacoli itineranti ed eventi culturali.

"Vedremo come andranno i bandi, quante domande arriveranno e se saranno ammissibili. Ma eventuali economie che ci saranno, storicamente anche in epoca pre-Covid la media delle domande è al massimo il 60-65% della platea- sottolinea Corsini- potranno essere usate per rafforzare ulteriormente il contributo massimo previsto".

Ovviamente i consiglieri hanno chiesto chiarimenti all'assessore sul perché tanti non facciano domanda per i sussidi anti-Covid. "In molti casi non c'è interesse a farlo o le condizioni di farlo, magari in qualche caso non arriva la comunicazione", ipotizza Corsini. Il quale comunque precisa che una eventuale "revisione al rialzo" dei contributi sarà valutata e nel caso affidata ad una decisione successiva della giunta.

Invece, chiarisce ancora Corsini, "se il numero delle domande sarà in eccedenza il contributo massimo diminuirà, ma non dovrebbe succedere perché è stato fatto un lavoro molto minuzioso con le associazioni".

Nelle prossime settimane, anticipa poi Corsini, la Regione sarà chiamata ad emanare altri bandi, per distribuire le risorse stanziate a livello nazionale dei due decreti Sostegni, 1 e 2. Ma "spero sia una delle ultime volte che parliamo di ristori. Non vediamo l'ora di occuparci di fondi strutturali e della ripartenza", fa sapere l'assessore.

Polemico Facci (Lega): "Forse pesa obbligo Durc"

I consiglieri di opposizione però chiedono lumi. "Non possiamo assistere passivamente a questa situazione. La cosa deve fare riflettere" sferza polemico il consigliere regionale della Lega Michele Facci. L'amministrazione regionale, è la sollecitazione del leghista nel corso del dibattito, "deve comprendere perché ciò accada, perché è suo interesse fare in modo che tutti coloro che abbiano i requisiti possano accedere. Se questo non avviene, credo ci sia un problema a monte: non si è in grado di mettere in campo un'azione che raggiunga tutti i destinatari. E' un deficit di comunicazione che non possiamo scaricare sugli altri".

Facci ha sollevato anche il tema dell'obbligatorietà del Durc (la regolarità contributiva) per accedere ai ristori, così come Marco Lisei di Fratelli d'Italia, che propone: le somme messe a disposizione dai bandi attualmente aperti "possano essere destinate proprio alla regolarizzazione delle posizioni contributive anomale generate dalla crisi originata dal Covid". (Dire)

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