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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Al Rizzoli un super laboratorio per le protesi 3D | FOTO

Ingegneri che lavorano a fianco dei chirurghi per la pianificazione di interventi correttivi e ricostruttivi con riduzione dei tempi chirurgici, ma c'è anche uno spazio espositivo e un museo

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Progettazione e stampa 3D delle protesi. È il nuovo laboratorio dell'Istituto Ortopedico Rizzoli, reso possibile dalla Fondazione e da un gruppo di 20 donatori che hanno adottato e sostenuto l'iniziativa. 

Si tratta di un nuovo spazio nel quale gli ingegneri lavorano a fianco dei chirurghi nella progettazione per la stampa in 3D di protesi e dispositivi medici per la pianificazione di interventi di chirurgia correttiva e ricostruttiva con riduzione dei tempi chirurgici, quindi minor tempo di anestesia con una più celere ripresa post operatoria, riduzione di rischi e soprattutto soluzioni personalizzate per casi altamente complessi. 

“Per l’Istituto, poter contare su un centro di progettazione interno significa non solo valorizzare le competenze dei nostri ricercatori e avere a disposizione tecnologie di ultimissima generazione ma anche poter offrire ai nostri pazienti soluzioni sempre più personalizzate ed efficaci - spiega il direttore generale del Rizzoli Anselmo Campagna. - Il Rizzoli per le sue caratteristiche di centro di riferimento ortopedico nazionale e internazionale accoglie pazienti che, per la complessità della loro condizione, necessitano
di interventi su misura. In ambito ortopedico, la progettazione custom made di dispositivi impiantabili e ortesici è strategica per questi pazienti, infatti migliora di molto i risultati clinici, riduce i tempi di riabilitazione, riduce i tempi chirurgici, e per il sistema sanitario limita i costi complessivi. Il nostro obiettivo è che ognuno di loro possa avere un trattamento personalizzato che permetta una ripresa ottimale delle abilità motorie. Per questo progetto la più sincera gratitudine alla Fondazione”.

“Per la Fondazione, vedere realizzato in così poco tempo un progetto di questa portata è una soddisfazione davvero grande. Qui possiamo vedere concretamente la sinergia tra scienza, medicina e imprenditoria del territorio e i risultati della ricerca scientifica sui pazienti - commenta la presidente della Fondazione Federica Guidi. - La mia gratitudine va al socio fondatore Giovanni Domenichini, che promuovendo il finanziamento per il Rizzoli su Misura 3DLab ha dimostrato, ancora una volta, come la Fondazione sia in grado di concretizzare preziose idee a beneficio di tutti, di coinvolgere le realtà imprenditoriali del territorio emiliano-romagnolo e di fare tutto questo per un’eccellenza internazionale come il Rizzoli. Continuiamo a lavorare intensamente come Fondazione a sostegno dell’Istituto
Ortopedico Rizzoli in continuo confronto con le componenti cliniche e della ricerca per capire quali sono i progetti prioritari su cui possiamo offrire il nostro contributo.”

Il laboratorio per le protesi 3D

Dopo esami diagnostici come TC e risonanza magnetica, gli ingegneri elaborano il progetto della protesi su misura, potendo anche simularne il funzionamento in movimento. 

La direttrice scientifica del Rizzoli Milena Fini e il direttore del Laboratorio di Analisi del movimento Alberto Leardini hanno portato avanti il percorso per la realizzazione del nuovo 3DLab, che ha sede nello spazio dell’antico laboratorio fotografico dell’Istituto, nato insieme al Rizzoli nel 1896, ristrutturato e riorganizzato, salvaguardando alcuni affreschi riscoperti e ora visibili: gli ingegneri del Rizzoli avranno a disposizione computer ad alte prestazioni e stampanti 3D di ultimissima generazione in grado di utilizzare molti diversi materiali.

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"Il Laboratorio coinvolge molti professionisti specializzati nelle attività di analisi delle immagini biomedicali, di modellazione anatomica, di progettazione di dispositivi e di stampa di guide di taglio e prototipi: tutte le fasi necessarie per lo sviluppo del dispositivo su misura finale" fanno sapere dall'Istituto. 

Sono disponibili anche locali per la formazione e il training degli addetti ai lavori, l’archivio dei casi e il materiale storico-didattico e fornirà servizi su base digitale a distanza anche per le sedi distaccate dell’Istituto, ad oggi il Dipartimento Rizzoli-Sicilia di Bagheria (PA), l’Ortopedia di Bentivoglio (BO) e il Polo Ortopedico e Riabilitativo Rizzoli-Argenta (FE).

Anche spazio espositivo e museo

Nel locale di accesso al Laboratorio è allestito uno spazio espositivo che racconta, attraverso strumenti e
immagini, come dagli ultimi anni dell’800 a oggi il Rizzoli abbia lavorato con l’innovazione tecnologica diventando una eccellenza mondiale. 
Dal 1896, si ripercorrono gli sviluppi della fotografia scientifica e delle tecnologie mediche e poi oggetti e materiali conservati negli archivi dell’Istituto, migliaia di lastre fotografiche in vetro, macchine da presa cinematografiche, ingranditori, duplicatori di immagini, macchine fotografiche e antichi strumenti utilizzati dai fotografi dell’Istituto per supportare i medici nella diagnosi e nella cura dei pazienti documentando accuratamente le diverse fasi di cura e i risultati dei trattamenti.

Viene inoltre presentata un’anteprima del Museo di Anatomia Patologica del Rizzoli, curato dal chirurgo ortopedico Alfredo Cioni e dall’anatomopatologa Patrizia Bacchini, costituito da rarissimi preparati in formalina e a secco risalenti alla prima metà del secolo scorso. 

I donatori 

Giovanni Domenichini, Massimo Galassini, Lamberto Tacoli, Brunello Cucinelli, Vincenzo Cremonini, Augusto Cremonini, Fabio Gallia, Luca Sghedoni, Luca Dini, Gianluca Pavanello, Claudio Lucchese, Nicola Ancarani, Gianmaria Cesari, Giampiero Bergami, Elisabetta Franchi, Elena Tradii, Alessandro Menozzi, Giuseppe Colaiacovo, Luigi Marchesini e Marco Minoccheri. 

Il nuovo 3D Lab del Rizzoli

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