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Cronaca

Robbie Williams oltre il concerto: carisma e ironia, sceso anche fra il pubblico

L'artista inglese ha portato sul palco dell'Unipol Arena uno show irresistibile che replica stasera. Da qui parte (con il botto) il suo tour europeo

Bravo, divertente, autoironico, bello e doratissimo. Middle aged (lo dice lui!), ma con stile: Robbie Williams, il Take That che è uscito dal gruppo e che da 25 anni colleziona grandi successi da solista, ha convinto tutti. Anche chi all'Unipol Arena ieri sera ci è andato come accompagnatore e si è ritrovato, alla fine, a ballare Rock DJ e cantare Angels a squarciagola. Il XXV Tour 2023 è cominciato alla grande ed è partito proprio da Bologna, dove stasera farà il bis con la sua seconda data. I motori si sono scaldati con i Lufthaus, gruppo a cui lo stesso Robbie ha prestato "segretamente" la voce nel brano dance Sway: alle otto, a un'ora e sette minuti dall'inizio del concerto dell'ex ragazzo-boy band, il palazzetto sembrava una mega discoteca. Piedi che battono a tempo, teste che fanno su e giù. Pronti, partenza, via!

Poi è arrivato lui, Robbie: capello argentato e cresta alla moicana, canotta con paillettes color oro in pendant con i pantaloni, scarpe da tennis bianche. In scena ha sostituito una statua dalle sue stesse sembianze (riprodotto nudo e tatuato, con le gambe accavallate e la posa da Pensatore di Rodin) che era rimasta al centro del palco per tutto il pre-show. Un'esplosione di energia anche grazie a un corpo di ballo d'impatto che gli ha fatto da cornice per l'intero spettacolo.

Dopo la prima performance in scaletta si è fermato, ha preso fiato e ha scherzato: "Non è colpa dell'età, è il long covid". Battute e tanta ironia per l'intera serata, dalla visione del primo video dei Take That ("Do what you like") in cui tutti e cinque mostrano delle natiche giovani e scolpite, alle attenzioni particolari date a una spettatrice (Elena, di Milano) alla quale ha cantato une versione personalizzata di She's the one. E poi giochi su presunti palpeggiamenti subiti dalle ragazze sotto al palco e lanci di magliette. Insomma, un one man show fatto e finito. Nel mezzo anche un po' di karaoke con il brano Strong e qualche parolina in italiano. 

Seconda data per Robbie Williams: tutto quello che c'è da sapere 

Pubblico caldo, caldissimo e tanto variegato. Williams lo sa che lì in mezzo ci sono anche tante di quelle ragazzine che nel 1995 urlavano e impazzivano per quei ragazzi di Manchester in tour per l'Europa: "Piangevate, eh?" ha detto a un certo punto simolando le lacrime e le urla da poppante, per poi intonare il pezzo degli Oasis (stessa città inglese, altra band britpop) Don't look back in anger nel quale c'è la frase: 

But please don't put your life in the hands Of a rock and roll band Who'll throw it all away 

(non mettere la tua vita nelle mani di un gruppo rock che butterà via tutto)

E poi gli lanciano anche un reggiseno sul palco, come da copione parlando di boyband. Il momento serio a un certo punto arriva e dopo mille "fucking" ecco le riflessioni più profonde sulle note di Love my life: "Le mie regole erano: no matrimonio, niente bambini. Ebbene oggi ho sono sposato da 13 anni e ho quattro figli. E amo la mia vita". Curiosità, la moglie si chiama Ayda Field e il quarto figlio, Beau, è nato con madre surrogata come anche la piccola Coco. Prima di chiudere, dopo la romantica Angels, un medley per testare quanto il pubblico italiano conosca i testi delle sue canzoni. Esame superato brillantemente dalla platea bolognese, che divertita è riuscita a salutare Robbie Williams senza troppa malinconia. Che poi al massimo stasera si torna. 

Un racconto "possibile" del concerto di RW

Eternity 

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