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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca

Intervista all’assessora Li Calzi: “Primi dieci mesi positivi, ora guardiamo al futuro”

L’assessora allo Sport del Comune di Bologna ha parlato ai microfoni di BolognaToday, fornendo un suo bilancio dei primi dieci mesi di lavoro. Con uno sguardo al futuro

Per il territorio di Bologna è stato un grande anno di sport: il Giro d’Italia, i Mondiali di Pallavolo, la Formula 1 e la Nations League sono solo alcuni dei grandi eventi sportivi che hanno visto protagonista la Città Metropolitana.

Ma non è finita qui: con la prossima Coppa Davis, i lavori allo stadio Dall’Ara e quelli all’impianto Lucchini, oltre alle tante iniziative di sport sociale come Parchi in Movimento, Bologna si dimostra molto attenta al settore dello sport sia a livello professionistico che a livello urbano e sociale. Ne abbiamo parlato con Roberta Li Calzi, assessora allo Sport e al Bilancio del Comune di Bologna.

Partiamo con una panoramica: è quasi un anno che la giunta si è insediata a Palazzo D’Accursio. Qual è il suo giudizio su questo primo periodo? 
In generale il mio giudizio è positivo sul lavoro della giunta. Abbiamo lavorato di squadra, seguendo una linea chiara che avevamo delineato in campagna elettorale e che stiamo provando a mettere in campo. Qualche risultato si vede già. In particolare, sulle mie deleghe posso dire che se sullo sport iniziavo con delle competenze maggiori, sul bilancio sono partita con grande umiltà.

Mi sono messa subito a lavoro, ho studiato, e con un grande lavoro condiviso con i tecnici, con il sindaco e con il capo di gabinetto abbiamo impostato un lavoro importante. I primi tempi sono stati in continuità con la precedente giunta, dopo un po’ invece è iniziato il nostro lavoro che vedrà per la prima volta un bilancio costruito interamente da questa giunta e che approveremo entro il 31 dicembre.

La cosa di cui sono più orgogliosa sullo sport è che abbiamo costruito un settore che prima non c’era. Abbiamo aggiunto e aggiungeremo persone nuove, perché è chiaro che per fare un lavoro politico e istituzionale importante è necessario che questo sia accompagnato da competenze e da figure professionali, da risorse umane ed economiche all’interno di un settore che deve fare la sua parte.

Sono dei binari che devono viaggiare sempre insieme. Sono contenta, in una decina di mesi abbiamo messo delle buone basi. Stiamo lavorando sul restauro degli impianti e contemporaneamente lavoriamo molto sulla promozione e su tutto l’aspetto sociale dello sport che, soprattutto in questo periodo di crisi economica, risulta fondamentale.

Volevo fermarmi proprio sul valore sociale dello sport a Bologna. A questo proposito citerei Parchi in Movimento, un’iniziativa con pochi eguali. C’è una forte attenzione sull’inserimento dello sport all’interno del tessuto bolognese.
Sì, assolutamente. Come linee guida ci eravamo detti di migliorare e valorizzare lo sport all’interno dei nostri impianti sportivi, che sono tantissimi, ma nel frattempo vivere lo sport in un contesto urbano, ripensando lo sport in un senso più ampio: salute e benessere per tutte le fasce di età e per tutte le tasche.

Devo dire che io stessa ho girato molto nei luoghi in cui si svolgeva Parchi in Movimento e in ognuno dei sette parchi le persone ringraziavano il Comune per questa iniziativa, chiedendoci di continuare. A dirlo erano giovani, adulti o anche persone anziane che lo fanno anche per non stare in casa da sole e per trovare un senso di comunità, oltre che per stare in salute. Ho veramente toccato con mano girando nei quartieri e il riscontro è davvero positivo. 

Passando al lato professionistico. È evidente come per Bologna questa sia stata una grande stagione di sport: il volley, la Nations League, la Formula 1. A questi grandi eventi internazionali si aggiungerà, fra poche settimane, la Coppa Davis, che a Bologna mancava da più di quaranta anni.
Sì, un evento di assoluta importanza che, soprattutto, non si esaurirà con in poche settimane. Il grande lavoro fatto da Regione, Comune e Federazione prevede infatti un accordo quinquennale. È un evento di caratura internazionale di livello altissimo, soprattutto adesso che il tennis italiano è ad un livello altrettanto alto. È proprio notizia di questi giorni, infatti, che i biglietti per le gare dell’Italia sono praticamente introvabili.

Naturalmente l’evento è molto attrattivo e il pubblico non sarà solamente bolognese. Questo tipo di eventi, come gli altri ospitati su tutto il territorio metropolitano, sono infatti un grande traino per il turismo e per la valorizzazione del territorio: ci sono persone che vengono a conoscere la nostra città e il nostro territorio anche grazie al fatto che vengono a vedere eventi sportivi come la Formula 1 e la Coppa Davis.

Lo stesso football americano: ospitare la finale italiana al Dall’Ara è stata un’emozione incredibile. Io ero presente e ho toccato tutta l’emozione del momento. Ho fatto anche il kick off (ride, ndr). Il Dall’Ara è poi un luogo davvero emozionante, a prescindere dallo sport. In quell’occasione non c’era neanche la squadra bolognese ma è stato comunque bellissimo, perché si è vista quella disciplina al suo livello più alto.

Sono tutti eventi importanti che rappresentano una delle facce della medaglia che tiene insieme manutenzione e regolarizzazione degli impianti, promozione sociale e promozione degli sport di alto livello. Io sono profondamente convinta che lo sport di base e lo sport di vertice debbano andare insieme. L’uno si nutre dell’altro.

A proposito degli impianti: un commento sui lavori allo stadio Dall’Ara? E non dimentichiamo che questi si inseriscono in una visione più ampia che comprende anche l’Antistadio.
Sono due progetti che ad un certo punto si sono ritrovati a viaggiare insieme. Sappiamo che il progetto sul Dall’Ara va avanti da un po’: lì c’è un grande investimento del Bologna FC ma anche un grande investimento del Comune, circa 40 milioni di euro. Il Dall’Ara è un impianto comunale: è un bene storico e va assolutamente mantenuto e valorizzato.

Per riqualificarlo serviranno risorse importanti: speriamo che la sinergia tra pubblico e privato si dimostrerà ancora una volta vincente. La cosa positiva di aver affiancato al progetto dello stadio quello dell’Antistadio, l’impianto Lucchini, è quello di aver presentato un progetto PNRR Cluster 3, e cioè un progetto che aveva bisogno del sostegno di una federazione - in questo caso la FIDAL (Federazione Italiana Di Atletica Leggera) - che poteva sostenere solamente un progetto in tutta Italia e che ha scelto di sostenere questo.

Su tre progetti PNRR inerenti allo sport che abbiamo presentato sono stati accolti tutti e tre. La cosa importante di questo impianto è che avremo il primo e unico impianto ad otto corsie, utilizzabile per gare di alto livello. A Bologna abbiamo riqualificato e ottenuto la qualifica a livello regionale per l’impianto a sei corsie dell’Arcoveggio, ma un impianto ad otto corsie non lo abbiamo e come capoluogo di regione è importante averlo.

Il Lucchini diventerà un impianto non esclusivo per l’atletica, ma prevalentemente per l’atletica. Una parte rimarrà in capo al progetto iniziale del Bologna, mentre tutta l’altra parte che riguarda la pista di atletica e il campo da calcio è dentro al progetto PNRR.

Durante l’anno si era parlato di una collaborazione Bologna-Firenze per proporre la propria candidatura alle Olimpiadi del 2036. Esiste ancora questa idea?
Più che esserci adesso, l’idea c’è stata. Ultimamente non è un tema che abbiamo trattato. Naturalmente è competenza dei sindaci Lepore e Nardella. Un’interlocuzione c’è stata addirittura ai tempi di Merola. Non so però ad oggi se siano andati avanti o meno. Per ora pensiamo al lavoro che abbiamo svolto e agli eventi che ci saranno. 

(Foto Facebook Roberta Li Calzi)

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