Cronaca

Cocaina nel bagnoschiuma: resta in carcere il figlio di Roberto Savi

Proveniva dal Costa Rica, la droga era stata occultata all'interno di flaconi di bagnoschiuma. Il Gip ha convalidato l'arresto

Custodia cautelare in carcere per il figlio di Roberto Savi, boss della banda della Uno Bianca. Lo ha deciso il Gip che ha accolto la richiesta del Pm Claudio Santangelo.

L’uomo, 31 anni, è finito in manette mercoledì, dopo essere stato sorpreso dalla Guardia di Finanza presso l’aeroporto Marconi di Bologna, con al seguito oltre un kg di cocaina.
Il giovane proveniva dal Costa Rica, in suo possesso 1,2 kg della sostanza stupefacente, destinata al mercato locale. La droga  era stata abilmente  occultata all’interno di flaconi di bagnoschiuma, al fine di eludere i controlli aeroportuali. tuttavia, il bel congegnato stratagemma non ha impedito ai militari di scovare la 'coca'.
Una successiva perquisizione, effettuata presso l’abitazione dell’arrestato, ha consentito di individuare e sequestrare anche due bilancini di precisione, sostanze da taglio ed altro materiale utilizzato per il  confezionamento della sostanza stupefacente.  Sono stati sequestrati anche due telefoni cellulari e 1.500 dollari in contanti. Il 31enne, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria felsinea che ha coordinato l’attività, è ora rinchiuso al carcere della Dozza.

Aveva cambiato cognome diversi anni fa l'arrestato, riferisce il "Corriere", per tagliare i ponti con un passato troppo doloroso e ingombrante. Con quel padre che si porta appresso sangue e dolore. La banda della "Uno Bianca", della quale era a capo Roberto Savi, insieme ai fratelli, si è macchiata infatti dell'uccisione di 24 persone. Oltre 100 i feriti.

CONTROLLI GDF INTENSIFICATI. L'arresto arriva dopo che la GDF ha intensificato l'attività a tutela della legalità economica e finanziaria anche attraverso mirati servizi al contrasto del traffico di stupefacenti nel territorio felsineo.
Tra le recenti attività, i militai del nucleo PT di Bologna hanno arrestato un cittadino spagnolo trovato in possesso di 10 kg di hashish nascosti all’interno dei sedili posteriori di un’auto. L’uomo, fermato per un controllo aveva detto di essere in città per una vacanza. Il suo atteggiamento ha però destato sospetti nei finanzieri, che hanno così deciso di perquisire la sua vettura. Qui, all’interno degli schienali dei sedili posteriori, sono stati individuati due doppifondi, accessibili mediante la pressione su un pulsante, nei quali era occultato l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente. La “vacanza” dello spagnolo, pertanto, si è conclusa con il suo arresto. Sotto sequestro la droga e l’auto, modificata ad hoc per il trasporto illecito.
Non solo. Dall’inizio dell’anno,  i finanzieri del Comando Provinciale di Bologna in servizio presso l’aeroporto alla sede, anche avvalendosi del supporto di
unità cinofile, hanno effettuato altri due arresti di cittadini sudamericani, trovati in possesso di circa un kg di cocaina,  racchiusi in cinquanta ovuli trasportati con il metodo del body packer (ovvero occultamento intracorporale).

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