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Dialetto bolognese, al Profesåur Sèra: 'La parola vèz non esiste'

E' il verdetto finale di Roberto Serra, uno dei più noti studiosi di dialetti del territorio: 'Molti termini provengono dal gergo dei muratori e dei ladri'

"Chiariamo una cosa: VÈZ in bolognese non esiste". E' il verdetto finale e categorico di Roberto Serra, uno dei più noti studiosi del dialetto felsineo e dei paesi limitrofi. Viene usato dai più giovani nei saluti o per sostituire la parola "amico", ma "E' un'espressione gergale inventata, infatti in bolognese vecchio si dice vèc', con la c palatale", spiega Serra a Bologna Today.

Passione, studio e curiosità hanno portato il Profesåur ed Bulgnai? Bertén Sèra a prendere parte attiva nella "Bâla dal Bulgnai?" e nella redazione del sito web (www.bulgnais.com), è anche professore al Corso di bolognese che si tiene dal 2002 e che ripartià a ottobre al Ponte della Bionda, ha fatto l'attore dialettale e anima le passeggiate in dialetto. Nel 2015 è entrato nel Comitato scientifico regionale dell'Emilia-Romagna incaricato di selezionare i progetti ammessi a finanziamento per la promozione dei dialetti della nostra regione.

"E' curioso come diverse parole usate dai giovani nell'italiano di Bologna provengono dal linguaggio utilizzato nel passato dai muratori e dai ladri, come ad esempio le fanghe, scarpe: provengono dal termine fangåu?i, piene di fango".

Altri esempi? "La parola taffio, taffiare, equivalente di mangiare che viene dall'espressione tafièr, oppure il gubbio, gubbiare, ossia dormire, che viene dal bolognese cubièr (con la C)". Anche in questi casi "i termini vengono mutuati dai muratori e dai malviventi, una sorta di linguaggio in codice utilizzato fino al secolo scorso per non essere compresi". 

E poi c'è forse il meno conosciuto scabièr, bere vino, "al scâbi" è infatti il vino: "Nel gergo dei muratori del nord-Italia, ad esempio in Lombardia e in Piemonte, si trovano parole molto simili". 

“PER L’ALZHEIMER... DSCURÎ IN BULGNAI?!”

Da qualche anno Serra collabora con la Cooperativa Sociale “G. Fanin”, utilizzando il dialetto bolognese nei laboratori di conversazione con anziani affetti da sindrome di Alzheimer che si tengono presso il Centro Sociale “La Stalla” di San Giovanni in Persiceto, suo paese di origine e dove i nomi delle strade (toponimi) sono indicate anche in dialetto. 

"E' la loro madrelingua". Gli incontri si tengono nell’ambito di “Caffè delle Stagioni”, servizio gestito dalla Società Cooperativa “G. Fanin” con l'obiettivo di contenere le regressioni derivanti dall’avanzare dell’età, nonché di dare supporto alle famiglie. “Parlare in bolognese fa anche bene: quindi”, conclude Serra, “dscurî in bulgnai?, sia con i giovani che con gli anziani”.

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