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Tumori rene e prostata, rivoluzione al Toniolo: ora li opera il robot-chirurgo

La precisione della macchina al servizio del chirurgo per garantire maggiori benefici ai pazienti. Il dottor Valter Cortecchia spiega perchè ci si può fidare della "mano" del nuovo robot

L'intelligenza artificiale al servizio della medicina moderna non è più fantascienza da un pezzo. Così come il supercomputer HAL 9000 nel film di Kubrick 2001: Odissea nello spazio guidava la navetta spaziale Discovery, allo stesso tempo il robot Da Vinci opererà al posto del chirurgo (senza però pericolo di umanizzazione come nella pellicola ispirata al libro di Arthur C. Clarke). 

Un robot che permette di eseguire operazioni chirurgiche in urologia, ginecologia, chirurgia generale e toracica con una maggiore precisione, facilità di accesso ad anatomie difficoltose, riduzione del dolore post-operatorio, dei rischi di infezione, minori tempi di degenza e recupero, migliore impatto estetico delle incisioni. E' vero, sembra fantascienza, ma non lo è: si chiama "Da Vinci" (il nome la dice lunga) ed è il nuovo arrivato alla casa di cura bolognese Villa Toniolo.  

Esso rappresenta l’ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva (successiva alla laparoscopia) in cui il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovra un robot a distanza, rimanendo seduto a una consolle dotata di pedali e controlli manuali per la gestione degli strumenti chirurgici e della fibra ottica posta all’interno della sala operatoria.

Il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche, eliminando altresì il tremore fisiologico o i movimenti involontari, e permette una reale visione tridimensionale del campo operatorio, con ingrandimento fino a 10 volte. Per rendere l'idea della precisione di questo robot viene mostrato come riesca a piegare un minuscolo pezzettino di carta ricavanfone un aeroplanino con la tecnica dell'origami giapponese. 

"Abbiamo fatto questo grande investimento con l'obiettivo di garantire maggiore protezione a nostri pazienti - a parlare è Valter Cortecchia, urologo chirurgo, che insieme al direttore sanitario Teresa Malaguti spiega quali sono le qualità di questo chirurgo robotico - Tengo a precisare, vista per altro l'ispirazione cristiana nei servizi e nell’organizzazione di questa struttura, che per ammortizzare il costo di questa evolutissima macchina, dovremmo calendarizzare tantissime operazioni ogni anno, mentre per noi non rappresenta un guadagno, bensì una tutela del paziente non solo nella fase di intervento, ma anche in quella di guarigione e di ritorno alla vita pre-operazione".  

Quanti robot "Da Vinci" come questo abbiamo in Italia?

"In Italia ce ne sono 82, ma in Emilia Romagna siamo l'unica clinica privata ad averlo". 

In quali specialità potrà essere utilizzato?

"Certamente in urologia, in ginecologia (pensiamo soltanto ai fibromi), chirurgia toracica generale. In pratica laddove si pratica normalmente la chirurgia mini-invasiva laparoscopica. Questi interventi, già di per sè vantano innegabili benefici per i pazienti, per esempio riducono i traumi, il decorso post-operatorio e il recupero funzionale. Inoltre è sempre maggiore l'affidabilità degli strumenti quali ottiche, telecamere, ferri chirurgici...poi con la robotizzazione aumentano ulteriormente".

Quali saranno i vantaggi in ambito urologico? Quali le procedure che potranno essere affidate a questo robot?

"I vantaggi sono diversi sia dal punto di vista assistenziale che formativo, ma anche rispetto alla ricerca scientifica. Nell'ambito della patologia urologica, la chirurgia robotica sarà utilizzata per procedure quali la prostatectomia radicale per la cura del tumore alla prostata, per la refrectomia parziale (chirurgia conservativa del rene) per la cura del tumore renale e per la pieloplastica, per la cura delle malformazioni delle alte vie escretrici. Per queste procedure chirurgiche, in cui sono necessarie numerose suture, anastomosi e dissezioni anatomiche precise e complesse, l'apporto della chirurgia robotica offre un indiscutibile vantaggio sia in termini di sicurezza che in termini di outcomes oncologici e funzionali". 

Quindi in che modo la mano robotica è "migliore" rispetto alla mano del chirurgo?

"La chirurgia mininvasiva robot-assistita consente di ottenere gli stessi risultati di quella diciamo "manuale", ma con importantissimi vantaggi legati alla libertà di movimento e l'ergonomia degli strumenti, la tridimensionalità della visione (rispetto alla bidimensionalità dello schermo nel quale guarda il chirurgo). Inoltre invece che stare in piedi e ingobbiti sul paziente, siamo seduti e vediamo in uno schermo che ingrandisce 8 volte tanto l'immagine".

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Chi è in grado di effettuare un'operazione utilizzando il Da Vinci?

"Certamente un chirurgo, che però non è necassario abbia appreso la manualità della tecnica mini-invasiva tradizionale; i chirurghi con esperienza 'a cielo aperto' possono utilizzare rapidamente questa tecnologia robotica e trasferire la propria esperienza sul campo operatorio, grazie alla facilità di utilizzo del robot".

E a proposito di sicurezza: cosa succederebbe se per un guasto improvviso Da Vinci si fermasse nel bel mezzo di un intervento? Chi è presente in sala operatoria durante un'operazione robotica?

"In questo raro caso non succederebbe nulla, visto che la manovra di conversione a un intervento senza robot è velocissima. In sala ci sono, oltre al chirurgo e all'anestesista, anche un tecnico specializzato in ingegneria biochimica". 

Con l’arrivo del robot alla Casa di Cura “Madre Fortunata Toniolo” di Bologna, salgono a 82 i da Vinci installati in tutto il territorio nazionale (con un incremento del  70% dal 2010), oltre 3.500 nel mondo. In Italia, nel 2015 si sono effettuati più di 13.200 interventi con il robot da Vinci, con un incremento del 20% rispetto al 2014. Dal 1999 i pazienti operati in Italia con il da Vinci sono oltre 70.000. I chirurghi che lo utilizzano sono circa 400, assistiti da 3.500 tra anestesisti, strumentisti e infermieri. Il sistema robotico da Vinci Si è prodotto da Intuitive Surgical Inc. e distribuito in Italia da ab medica, azienda italiana leader nella produzione e nella distribuzione di tecnologie medicali, che permetterà di eseguire operazioni chirurgiche in urologia, ginecologia, chirurgia generale e toracica.

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