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Lunedì, 27 Giugno 2022

Appennino, inclusione e innovazione: "90 milioni di euro per realizzare diversi progetti" | VIDEO

Immagini Ufficio Stampa Unione dei Comuni dell'Appennino

Dal Pnrr al bando PINQuA, al Fondo di sviluppo e coesione-FSC, alle STAMI. Sono le diverse fonti di finanziamento per progetti, sia pubblici che privati, in campo per l’Appennino metropolitano. Se n'è parlato questa mattina alla Rocchetta Mattei in un convegno.

L’incontro, che si è concluso con gli interventi del sindaco metropolitano Matteo Lepore e del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sui progetti recenti e futuri possibili.

Oggi sono state inoltre delineate le azioni prioritarie e gli strumenti di programmazione e progettualità del Piano di sviluppo sostenibile dell’Appennino metropolitano, che coinvolgerà partner pubblici e privati con obiettivi comuni. Gli interventi che formeranno il Piano dovranno avere la capacità di generare inclusione e innovazione sociale e di dare nuova linfa al tessuto socio-economico e un rilancio della sostenibilità e dell’ambiente.

Si partirà dal lavoro svolto in questi anni dal Focus Appennino Metropolitano, e dai diversi strumenti di programmazione e pianificazione (PSM, PUMS, PTM, Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile, Linee strategiche del Territorio Turistico Bologna Modena, Piano per l’uguaglianza di genere).  

Ammontano a 90 milioni di euro le risorse arrivate e attese per l’Appennino: 20 dal PNRR – Bando Borghi, 12 milioni PNRR scuole (Sasso Marconi e Monterenzio), 20 milioni PNRR- Piano integrato (Cetro ricerca ENEA Brasimone e Rigenerazione cartiera Burgo di Marzabotto), 30 milioni dal Bando PINQuA, 7 milioni fondi STAMI (Strategie territoriali per le aree interne e la montagna), 1 milione Atuss imolese (Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile).  

"Abbiamo deciso di dare un serio cambio di passo all’impegno di Bologna su tutta l’area metropolitana e in particolare sull’Appennino, che è al centro della nostra attenzione. – ha concluso oggi il sindaco Matteo Lepore - La Città metropolitana si è messa a servizio del territorio. Solo negli ultimi tre mesi abbiamo ricevuto risorse per oltre 50 milioni di euro, grazie ai progetti che con i Comuni abbiamo costruito, che si aggiungono agli altri fondi PNRR già ottenuti".

"Progetti sulle imprese, sulla rete della conoscenza e sulla rigenerazione del territorio e di spazi dismessi, come la ex cartiera di Marzabotto e di valorizzazione del Centro ENEA del Brasimone, che mettiamo in connessione con il progetto strategico della Città della Conoscenza. Realizzeremo inoltre nuovi servizi di trasporto pubblico previsti dal PUMS, con l’SFM con treni veloci e nuovi Centri di mobilità. E ancora, l’impegno nuovo sulla sanità territoriale, perché vogliamo che ci siano infermieri e medici presenti e servizi su tutto il territorio. Infine rafforzeremo i compiti del Fondo di perequazione territoriale".  

"I risultati presentati – ha sottolineato Maurizio Fabbri consigliere metropolitano a Pianificazione territoriale e Politiche per l’Appennino - non sono arrivati per caso, ma grazie a un percorso che abbiamo costruito insieme. Oggi condividiamo i risultati raggiunti grazie a una importante lavoro di pianificazione, di costruzione delle strategie dell'appennino, fondato sulla valorizzazione delle sue peculiarità e punti di forza".

"Fondamentale il metodo adottato, una filiera istituzionale coesa che vede i Comuni lavorare insieme, la Città metropolitana come facilitatrice e luogo in cui fare sintesi su progettazioni sovracomunali, la Regione che pone una nuova attenzione alle specificità territoriali e il livello nazionale che riconosce la qualità della progettazione del territorio.  Abbiamo lavorato in stretta connessione con i privati, che investono nell'Appennino perché trovano un territorio e un sistema istituzionale disponibile a progettare insieme. Ora siamo pronti a fare un salto di qualità: il nuovo Piano di sviluppo, che mette a terra la strategia con l'analisi dei bisogni che ciascuno comune è stato in grado di fare".   

(Immagini Ufficio Stampa Unione dei Comuni dell'Appennino)

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