Scuole, Prodi: "Sperimentare riapertura prima di settembre o sarà il giorno della bomba atomica"

"Chiudere fino a settembre mi angoscia, c'è un quarto dei bambini che non ha le tecnologie: non possiamo lasciarli fuori". Intato molti genitori chiedono di seguire l'esempio di San Lazzaro

Sperimentare la riapertura della scuola prima di settembre. Questa è la proposta dell'ex presidente del consiglio Romano Prodi: "La società' deve rischiare, anche in ambito educativo".

Nel corso di un dialogo in videocollegamento con l'istituzione Minguzzi della Città metropolitana, il professore si è detto "molto preoccupato per l'interruzione scolastica, probabilmente era necessaria, ma chiudere la scuola fino a settembre mi angoscia, anche perchè c'è un quarto dei bambini che non ha le tecnologie: non possiamo lasciarli fuori". Dunque, suggerisce "perchè non fare qualche sperimentazione, magari dove non c'è contagio. Non vorrei che fossero i sindacati a bloccarlo, ma non si può andare al primo settembre senza avere un patrimonio di sperimentazione, perchè altrimenti diventa il giorno della bomba atomica. La società deve rischiare insieme, anche in ambito educativo", afferma Prodi.

Intanto, i genitori della consulta cittadina "Cinnica" chiedono di mantenere viva l'attenzione sul tema della scuola e dell'istruzione seguendo l'esempio di Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro di Savena, dove gli alunni l'ultimo giorno di scuola, potranno salutarsi anche se a distanza.

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"Regalare l'ultimo giorno di scuola è importante, soprattutto per quei bambini che stanno facendo il passaggio (da un grado scolastico all'altro, ndr)- spiega Agathe Gillet della consulta - quindi che tutti i sindaci pensino di organizzarlo individuando uno spazio per farlo". Oltre a questo, Cinnica rimarca l'importanza della scuola in questa fase delicata di emergenza sanitaria e la necessità di ripartire a settembre. Non si potrà? "Si può pensare all'educazione all'aperto, la cosiddetta outdoor education- continua Gillet- questo potrebbe essere un buon momento da cogliere per far ripartire la scuola cambiandola come si pensa di fare da anni". (dire)

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