Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Zona Universitaria / Via Giuseppe Petroni

Via Petroni, apre la rosticceria gestita da due ex detenuti: si chiama "Chiusi Fuori"

Opportunità per gli ex carcerati una volta usciti di prigione: il progetto è studiato dall'Associazione Chiusi Fuori "Trovare lavoro è la difficoltà più grande da affrontare"

Una rosticceria che profuma di rinascita e di riscatto, cibi caldi che vengono sfornati dopo non poche difficoltà economiche e burocratiche. Perché il locale che verrà inaugurato il 31 ottobre nel centro di Bologna, in via Petroni, non è come tanti altri esercizi commerciali. A gestirlo, infatti, un detenuto in misura alternativa e uno uscito da appena una settimana dal carcere dopo una pena di più di 10 anni. L'iniziativa nasce dallo sforzo dell'associazione Chiusi Fuori.

Gestiranno l'attività Gianfranco Marcelli e Franco Alfonso. L'associazione Chiusi Fuori, creata per riunire giuristi e detenuti per parlare di carcere e delle scarse opportunità che si offrono a ex carcerati una volta usciti di prigione: ''Questa associazione vuole dare un apporto morale - ha spiegato Chiara Rizzo, legale dei due uomini e collaboratrice esterna di Chiusi Fuori, un appellativo ironico attribuito a coloro che usciti di prigione si ritrovano in un mondo inaccessibile, estraneo e ormai sconosciuto - Le difficoltà per queste persone una volta fuori dal carcere sono immense: mancanza di contatti, di punti di riferimento, di soldi, sono uomini che perdono la famiglia e il rapporto con la realtà in un mondo che si è completamente modificato.

"Trovare lavoro è la difficoltà più grande da affrontare''. Chiusi Fuori non è un'associazione per ex carcerati, ma di ex carcerati, sono loro cioè a gestirla - in collaborazione con giuristi - perché sono loro a sapere quello di cui hanno bisogno. L'associazione è nata, infatti, dalla volontà di Marcelli, che durante un colloquio in prigione con il suo legale ha avuto l'idea di dare vita a questa iniziativa. ''Ci sono state numerose difficoltà economiche e burocratiche - ha aggiunto l'avvocato Rizzo - ma c'è stata una magistratura di sorveglianza attenta e anche un po' coraggiosa, perché solitamente soggetti sottoposti a misure alternative possono trovare lavoro da privati, e non dare vita ad un'iniziativa privata come quella che a breve vedremo nascere''. L'impegno di Chiusi Fuori non è solo quello di favorire l'integrazione sociale e l'accesso al mondo del lavoro di ex carcerati, ma anche di denuncia contro le condizioni delle carceri nel nostro Paese, con l'intento inoltre di condurre un'iniziativa culturale sul significato della detenzione e sul valore che il lavoro assume dentro e fuori prigione per favorire il reinserimento sociale.

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