Cronaca Zona Universitaria / Via Giuseppe Petroni

Ruba un telefono cellulare, poi chiede “riscatto” alla proprietaria

Le avrebbe restituito l'I-Phone appena rubatole in cambio di 250 euro: pregiudicato algerino è finito in manette per tentata estorsione ai danni di una studentessa, derubata in una pizzeria di via Petroni

Aveva rubato un telefonino, poi rintracciato dalla legittima proprietaria aveva chiesto un “riscatto” di 250 euro per restituirlo. Così un tunisino con precedenti di polizia, è finito nei guai, arrestato per tentata estorsione ai danni di una 21enne studentessa.

IL RICATTO - E’ accaduto lo scorso giovedì, la giovane derubata si trovava in una pizzeria di via Petroni quando aveva notato la scomparsa del proprio I-Phone, quindi, dopo aver cercato ovunque, ha provato a chiamare con un altro telefono alla propria utenza constatando che la line era attiva. Dopo svariati tentativi andati a vuoto, le ha risposto una voce maschile che le proponeva uno scambio per rientrare in possesso del telefono: 250 euro (questa sarebbe stata la cifra che l’uomo aveva dato a chi glielo aveva poco prima venduto). In caso positivo si sarebbero incontrati da soli, intorno alle successive 2,30, nel parcheggio della Coop di via Massarenti.

APPOSTAMENTO - Immediatamente la studentessa ha allertato la centrale operativa 112, riferendo quanto le stesse accadendo e subito è stato predisposto un adeguato servizio.
Controllata a distanza dai Carabinieri, la ragazza si è portata da sola nel luogo dell’appuntamento (a quell’ora deserto) e nel giro di poco veniva avvicinata da un individuo in bicicletta che, col pretesto di una sigaretta, le chiedeva se fosse lei la ragazza del telefono. A quel punto l’uomo le chiedeva se aveva portato il denaro e quindi la invitava a seguirlo in un altro imprecisato posto, dove aveva lasciato il telefono.

ARRESTO - Notata la paura e l’incertezza della ragazza e temendo che la situazione – in considerazione del luogo e dell’ora - potesse degenerare, i Carabinieri sono intervenuti bloccando il malintenzionato. Di fatto l’uomo non aveva il telefono rubato, che ancora non è stato recuperato, tuttavia i militari gli hanno trovato addosso un coltello a serramanico di genere proibito.

Per il tunisino sono quindi scattate subito le manette ed è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale dove dovrà rispondere alla locale Autorità Giudiziaria di tentata estorsione e porto illegale di armi ed oggetti atti ad offendere. L’Uomo è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione con l’immediata traduzione in carcere.
 

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