Ritornano le sagre, versione post-Covid: "Riformulate, ma funzionano. L'autunno ci riporta la tradizione"

L'assessore di Valsamoggia Federica Govoni e Alex Cavicchi della Proloco di Pieve di Cento raccontano come sono riusciti a tenere in piedi le manifestazione: "Più eventi collaterali di contorno, innovazioni nei sistemi di pagamento e distanziamento"

Tante le sagre saltate in quest'ultima stagione a causa del Coronavirus: i calendari quest'estate si sono svuotati di tantissime feste di paese ed eventi tradizionali che sono diventate un punto fermo negli anni, per tutte le comunità. Nel mese di luglio Loris Cattabriga, che si occupa di sagre da 50 anni, aveva spiegato perchè tante sagre erano state annullate: dura rientrare nei costi, lievitati a causa delle tante regole  e riduzioni imposte dalla pandemia (con molti sponsor che come riflesso della crisi economica non riescono a supportare gli eventi) e calo dei volontari, molti dei quali in fascia a rischio. Ma in questi mesi estivi qualcosa è cambiato e le agende enogastronomiche cominciano di nuovo a riempirsi.

Valsamoggia è uno dei territori che sta ripartendo bene: il come lo spiega Federica Govoni, assessora alle attività produttive: "Abbiamo rimodulato gli eventi e stiamo cercando di confermare tutte le feste e le Sagre d'Autunno, le Feste Settembrine di Savigno, la Sagra dello Gnocco Fritto a Castello di Serravalle, poi alla fine del mese la Festa di Crespellano (molto ridotta rispetto al normale) e il Festival del Tarfufo sempre e notoriamente a Savigno. Per alcuni eventi abbiamo confermato la parte relativa al mercato (gli ambulanti sono fra le categorie più colpita dal lockdown) applicando i principi della ripartenza dello scorso 18 maggio: banchi distanziati, obbligo di mascherina".

Cosa manca rispetto alle edizioni precedenti in queste versioni anti-Covid? "Quello che manca rispetto agli altri anni sono i grandi eventi e i concerti, ma abbiamo creato tanti piccoli eventi di contorno (come le camminate all'alba e quelle alla scoperta del Pignoletto, la gara delle vetrine, il mercato contadino, il raduno di moto...) e tutto quanto insieme torna a dare l'idea della festa della tradizione e di una fiera vivace". 

Rimodulazione degli eventi: l'uniona fa la forza

Criticità particolari e ostacoli da superare? Cosa resterà nel campo delle feste e delle sagre anche dopo questo periodo di maggiori restrizioni? "Certamente ci sono volute più forze e più risorse, ma non ho criticità particolari da segnalare. Vorrei citare tutti i vari attori senza i quali nulla sarebbe possibile: mi riferisco alla Proloco di Savigno, che collabora con il Comune per le Festività Settembrine e organizza il Festival del Tartufo, la Proloco di Crespellano che concorre all'organizzazione di C'è Festa ma non fiera, il gruppo dello gnocco fritto che organizza la sagra di Castelletto e poi in generale gli uffici comunali, le associazioni di volontariato, la Fondazione Rocca dei Bentivoglio, le attività economiche e produttive. Per l'enogastronomia in generale teniamo buone le regole della ristorazione e la festa del tartufo avrà un weekend in più rispetto al solito (4+2 eventi di anteprima nelle settimane precedenti).

Sperimentazioni che funzionano: ecco cosa rimarrà nelle sagre del futuro

Cosa resterà di queste esperienze nel futuro? Direi che certamente gli eventi corollario intorno a una festa sono una formula che ha alla base una buona sinergia da mantenere, anche perchè abbiamo avuto modo di capire che piace molto. Nell'organizzazione della ristorazione certamente da tenere buone le nuove modalità di accesso al pagamento, che non obbligano più gli utenti ad andare alla cassa (dove si creavano inevitabilmente delle file, ma che consentono di pagare in forma elettronica o in contanti direttamente al tavolo. Questo grazie a un software creato ad hoc. Bene anche il controllo dei flussi e i sistemi di prenotazione che semplificano tutta la logistica". 

 

Pieve di Cento, tanti giovani al lavoro per non far morire le sagre

Anche Alex Cavicchi, dell'Associazione Turistica Proloco di Pieve di Cento, può raccontare come siano riusciti a mantenere vive alcune sagre molto amate, quella del Maccherone al Pettine di giugno e quella in corso, la Sagra dei Sapori d'Autunno: "Siamo riusciti a non annullare i nostri eventi rispettando tutte le regole di distanziamento, che a dire il vero, non hanno sconvolto più di tanto la formula delle sagre mantenendo fra l'altro (abbiamo ancora un weekend) numeri praticamente uguali allo scorso anno. Gli utenti hanno rispettato ogni regola imposta, dall'igienizzazione delle mani alla mascherina e tutto è andato molto liscio. Fra l'altro la Protezione Civile locale ci ha offerto un importante sistema di sanificazione degli ambienti". 

Siete un gruppo di giovani, questo ha scartato anche il rischio delle fasce deboli..."Diciamo che per la nostra Proloco c'è stato un bel passaggio generazionale e oggi la media dell'eta è sotto i 30 anni. Quindi rispetto ai volontari, non ci sono stati troppi timori legati alle categorie più deboli di fronte al virus". 

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