Chiude la Sala Bingo Regina, dipendenti scendono in piazza: "Preoccupati, abbiamo famiglia e si parla di trasferimenti"

La sede in zona Tribunale non rispetta il distanziamento dai luoghi sensibili, ma ce n'era una nuova: "Individuato lo stabile per il trasferimento, ma con il Covid si è bloccato tutto. Adesso siamo in cassa integrazione, ma aspettiamo delle risposte"

La protesta in via XII Giugno

Trasferirsi da Bologna a Lecce o Torino, lasciando qui la famiglia per non perdere il proprio posto di lavoro. Sono quindici i dipendenti a tempo indeterminato (altri tre a tempo determinato) della Sala Bingo "Regina" di via XIII Giugno che stanno vivendo un durissimo momento di incertezza legato alla chiusura della sede troppo vicina a dei luoghi sensibili (una palestra e una chiesa a distanza non sufficiente) e alla mancata riapertura in uno stabile adatto per l'attività: questa mattina secondo presidio - come ieri davanti al posto di lavoro che non ha mai riaprto dal lockdown - invece che davati Palazzo D'Accursio come inizialmente ipotizzato. Il Comune di Bologna aveva già concesso una proroga al trasloco, che adesso però è scaduta.

"Lavoro giorno e notte da 14 anni, come faccio a lasciare marito e bambini?"

"Lavoriamo qui dal 2006, da quando ha aperto la sala - spiega Daniela , e mamma che ha due figlio, tra cui uno ancora piccolo - sacrificando la nostra vita privata per coprire i turni che vanno dalle 9 del mattino alle cinque del giorno successivo e adesso siamo in questa situazione. Solo una videochiamata per avvertirci che non riapriremo e delle voci del sindacato che parlano di trasferimenti in altre città molto lontane come Torino, Lecce, Viterbo. Ma noi come facciamo a lasciare le nostre famiglie? La Sala Bingo non era in perdita, andava abbastanza bene". 

L'azienda è una multinazionale: "Hanno comunicato male e tardi"

L'azienda è la Oper Bingo Italia Spa ed è una sezione italiana della multinazionale spagnola Codere, che ha sezioni ovunque nel mondo: "Già a gennaio avevano individuato uno stabile adatto al trasferimento e quindi lontano da parchi, scuole e chiese - spiega Federico Fornasari di Asia/Usb - ma poi con il Coronavirus si è tutto fermato e questa sala non ha più riaperto. Una ventina di lavoratori adesso sono in attesa di capire che ne sarà di loro, mentre il sindacato Cgil al quale erano iscritti alcuni avrebbe comunicato l'ipotesi di trasferimenti in tutta Italia. O accettano il trasferimento o danno le dimissioni: queste sarebbero le uniche ipotesi. L'azienda ha parlato con i sindacati male e in ritardo e chiediamo che adesso si diano una mossa". 

Chiusura bingo Regina, presidio dei lavoratori | VIDEO

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