Limite orario alle sale slot: Il Tar dà ragione ai sindaci

Respinto il ricorso di un locale di Casalecchio

I sindaci possono stabilire limiti orari per le attività di gioco, quando l'obiettivo è tutelare la salute pubblica. Con questa motivazione il Tar dell'Emilia-Romagna ha respinto il ricorso presentato da un operatore di gioco di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, contro l'ordinanza del 2016 con cui il Comune aveva previsto limitazioni temporali per gli apparecchi da gioco.

Nel dettaglio, riferisce Agipronews, il provvedimento firmato dal sindaco Massimo Bosso "prevede il loro funzionamento solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22", e "la giurisprudenza formatasi sulla materia- ricorda il Tar nella sentenza- è 'del tutto ferma nell'ammettere la competenza del sindaco nel disciplinare gli orari delle sale giochi'". Questa disciplina, scrivono infatti i giudici amministrativi, "non è diretta a garantire l'ordine pubblico" ma la salute dei cittadini, "la cui tutela è compresa tra le attribuzioni dell'Ente locale". 

Nel caso di Casalecchio, i dati forniti dal Sert e richiamati nell'ordinanza "hanno evidenziato un forte fenomeno di espansione sul territorio della ludopatia", patologia che "giustifica, oltre al distanziamento dai luoghi sensibili, interventi di limitazione degli orari".

Oltre a questo, ricorda il Tar, la competenza del sindaco sulla materia "non è stata modificata neanche dall'intesa siglata in Conferenza unificata nel 2017 sul riordino dei giochi, che per i limiti orari aveva previsto un tetto massimo di sei ore al giorno".

L'accordo trovato tra Stato ed Enti locali, infatti, "non ha efficacia vincolante se non recepita con il previsto decreto del ministero dell'Economia", senza contare che si tratta di un atto "emanato successivamente all'ordinanza impugnata, dunque irrilevante ai fini dello scrutinio di legittimita'".

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In ogni caso, osservano i giudici amministrativi, la stessa intesa conteneva "un'espressa previsione" sulle disposizioni comunali di maggiore tutela per i giocatori, come nel caso di Casalecchio. L'ordinanza è stata dunque confermata dal Tribunale amministrativo, così come il successivo regolamento comunale che "aveva ribadito la competenza del sindaco a regolamentare sulle limitazioni orarie". (Ama/ Dire) 

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