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Salus Space, a gennaio l'inaugurazione. In arrivo un bando per gli appartamenti

Gli abitanti che vivranno nel centro non dovranno sottoscrivere un contratto, bensì un “patto di convivenza collaborativa”

 

C'è una data: Salus Space sarà inaugurato il 29 gennaio 2021, si spera in presenza. Nel centro multifunzionale, dove prima sorgeva Villa Salus, abbandonata da tempo, stanno prendendo vita abitazioni, laboratori artistici e artigianali, un teatro, un centro studi con postazioni di coworking, orti, un punto ristoro, spazi destinati ad attività ludiche e imprenditoriali.

Nei prossimi giorni il Comune di Bologna pubblicherà un bando per far sì che, oltre alle strutture, anche la comunità prenda forma. In tutto 80 persone, a cui si aggiungeranno gli ospiti della struttura ricettiva, 12 al massimo, come spiegato in conferenza stampa dai gestori. 

"A gennaio ci sarà la presentazione – afferma l'assessore al Lavoro e alle Politiche per l'immigrazione, Marco Lombardo –, si tratta di un progetto molto importante per il Comune, un progetto costato complessivamente oltre sei milioni di euro, per l'80% finanziati con il contributo dell'Unione europea attraverso i fondi per le Urban innovative actions. Fondi destinati non solo a riqualificare l'ex clinica privata, ma anche a focalizzare i temi dell'inclusione sociale di migranti e rifugiati, della povertà urbana, della transizione energetica e dell'inserimento lavorativo".

"Un progetto complesso – continua Lombardo – che nel corso dei lavori ha sviluppato delle difficoltà, affrontate da tutti i partner, Comune compreso, che di recente ha messo a disposizione delle risorse sul triennio per far fronte anche alla fase di start up del progetto, nella consapevolezza che l'attuale fase pandemica ha portato delle difficoltà, ma noi in questo progetto ci crediamo molto".

"L'Urban innovative actions – dichiara Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea – prevede il finanziamento di attività innovative e recuperare un centro medico per trasformarlo in un centro di integrazione e di avvio al lavoro di migranti e rifugiati è perfettamente all'interno di quest'area e delle politiche che l'Ue sta cercando di sviluppare. Speriamo di inaugurare il centro in presenza, magari con me riuscirò a portare qualcuno di importante".

"Salus Space – conclude – rappresenta un progetto di cui beneficerà sicuramente la città di Bologna ma credo che possa avere effetti positivi su un territorio molto più vasto nel campo dei fondi erogati dall'Ue: per facilitare la vita delle persone nelle città, questo è un esempio tra i più riusciti".

Gli appartamenti

Otto dei 20 appartamenti saranno abitati in convenzione da richiedenti asilo o rifugiati (quattro appartamenti – in convenzione con Siproimi e Diaconia valdese/corridoi umanitari), da studenti (due appartamenti-convenzione con ErGO) e da quattro lavoratori di Salus Space, assunti dal gestore tra i partecipanti ai tirocini e ai corsi di formazione realizzati all’interno del progetto.

Gli abitanti degli altri 12 appartamenti saranno selezionati attraverso un avviso pubblico che sarà pubblicato nei prossimi giorni e da successivi colloqui motivazionali e incontri di formazione alla vita di comunità. Ciò significa che, spiega il Comune, gli abitanti che vivranno nel complesso di Salus Space non dovranno sottoscrivere un contratto, bensì un “patto di convivenza collaborativa”, impegnandosi nei confronti del gestore e degli altri abitanti, oltre che a versare con regolarità il contributo per le spese, ad aderire ai valori della comunità e a partecipare alla gestione dei servizi collaborativi previsti. I patti siglati hanno carattere di temporaneità. (12 mesi rinnovabili per altri 12).

Contemporaneamente all’ingresso degli abitanti si avvieranno le altre attività previste dal progetto, che dovranno contribuire alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale di Salus Space nel suo insieme. Un progetto fortemente innovativo, che affronta nuove sfide sociali combinando politiche pubbliche e imprenditorialità di carattere sociale in un’ottica inclusiva dei diversi soggetti coinvolti, capaci di apportare competenze specifiche. Per sperimentare una partnership pubblico-privato-sociale che possa affrontare con nuove idee e soluzioni un contesto messo sotto stress da una crisi mai vissuta prima.

Le altre attività

ll centro di ospitalità, lavoro e welfare che sorge in via Malvezza 2/2, nel Quartiere Savena è un progetto di rigenerazione finanziato con 6 milioni di euro dall’Unione europea, attraverso il primo bando del programma Urban Innovative Actions, e coordinato dal Comune di Bologna che ha restituito alla città un’area, quella di Villa Salus, abbandonata da tempo.

Obiettivo del progetto è sperimentare uno spazio multifunzionale aperto a tutti, in cui l’inclusione sociale di migranti e rifugiati si coniughi con una visione di welfare interculturale e di cittadinanza attiva, che abbia in sé le risorse per mantenersi e svilupparsi, lontano dai modelli assistenziali.

La giunta del Comune di Bologna ha già approvato, il 10 novembre scorso, la gestione collaborativa di Salus Space, che sarà affidata ad una Associazione Temporanea di Scopo formata da partner del progetto, un modello innovativo di governance, che prevede una assunzione di responsabilità nel concorso ai costi e ai rischi di gestione da parte dell’ATS, affiancata nel suo lavoro da un Comitato di Indirizzo e di Monitoraggio che vedrà al suo interno rappresentanti di Comune, ASP Città di Bologna, partner di progetto insieme a rappresentanti degli abitanti e dei cittadini del territorio che hanno partecipato al lungo processo che ha dato vita a Salus Space. Strumenti della gestione collaborativa saranno la Carta dei Valori e le Regole della Convivenza collaborativa, frutto di un percorso partecipato, svolto all’interno del progetto.

VIDEO | 'Salus Space', un viaggio virtuale nel nuovo spazio di via Malvezza: abitazioni, orti, teatro, ristorante

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