"Salute, soldi, diritti per tutti": centinaia in corteo per le vie del centro

Facchini, medici specializzandi, sindacati, lavoratori dello spettacolo, studenti, insieme "contro un sistema che ci vuole ricattabili e precari" e anche migranti contro la sanatoria del governo

Foto Riders Union Bologna

"Noi la crisi non la paghiamo". In  centinaia ieri pomeriggio hanno sfilato per la città di Bologna per chiedere un "futuro migliore" e garantire "soldi, salute e diritti" per tutti. Sono questi i leitmotiv del corteo regionale promosso dai sindacati di base, insieme ad associazioni, centri sociali, riders, migranti, medici precari, studenti ed educatrici. 

Una realtà variegata che ha percorso le vie del centro toccando i punti 'sensibili' della città: subito dopo il via alle 17 da piazza XX settembre la prima tappa è stata la sede dell'Inps, dove è stato affisso un cartello che chiede "Reddito incondizionato per tutti!", come richiesto da più parti anche nei numerosi presidi delle scorse settimane.

Successivamente è stato il turno dell'hotel Carlton dove ieri, denunciano i sindacati, "una cinquantina di lavoratrici delle pulizie sono state lasciate a casa" dalla società in gestione dopo un periodo di cassa integrazione perché "l'azienda ha finito i soldi". Stop successivo per la sede dell'ispettorato del lavoro sui viali, simbolo di quel ministero "che ha tenuto aperte le fabbriche" allo scoppio dell'epidemia, per poi rientrare in centro, davanti al Centro per l'impiego in via Borgo San Pietro.

A turno al megafono prendono la parola. Facchini, medici specializzandi, sindacati, lavoratori dello spettacolo, studenti, insieme "contro un sistema che ci vuole ricattabili e precari". Ma anche i migranti alzano la voce, contro la "sanatoria-truffa" recentemente varata dal governo per far fronte alla carenza di lavoratori stagionali, e per ricordare il dramma delle traversate nel Mediterraneo, delle carceri libiche e delle discriminazioni: sono in tanti a ricordare nel caso di George Floyd negli Stati Uniti con la frase "I can't breathe".

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È stata poi la volta dell'arena del sole in via Indipendenza, i cui lavoratori denunciano la situazione dello spettacolo in Italia, con i teatri ancora fermi. Nel corteo presente anche un nutrito gruppo di rider, che come annunciato nei giorni i scorsi da Riders union, hanno fatto uno sciopero delle consegne subito dopo la manifestazione. L'ultima tappa dei punti "sensibili" davanti alla Prefettura in piazza Roosevelt, per poi chiudere la manifestazione in piazza Nettuno. (Dire)

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