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foto FB Hobo

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Salvini, scontri e un arresto. Collettivi: "Carica folle delle forze dell'ordine, Carlo libero"

Dopo i tafferugli di ieri, in occasione del ritorno di Salvini, un militante di Hobo è stato arrestato. Oggi processo per direttissima, sit-in di solidarietà davanti al tribunale

Dopo i tafferugli di ieri in occasione del ritorno in città del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, stamattina alcuni militanti del collettivo Hobo si sono radunati in  via Farini, perché all'interno del Tribunale si sta tenendo l'udienza per direttissima di Carlo, l'attivista arrestato durante la contestazione.

SCONTRI E UN ARRESTO. Nonostante i manifestanti fossero appena una ventina, l'azione di protesta è culminata in scontri con gli agenti, spiegati massicciamente intorno all'hotel Savoia, dove si svolgeva la Convention di Confabitare, che ha ospitato il numero uno del Carroccio.
Dopo che alcuni attivisti si sono riversati su via San Donato, bloccando il traffico, bruciando bandiere e lanciando lacrimogeni, sono intervenute le forze dell'ordine. Partite le cariche, alcuni manifestanti sono rimasti collusi. Uno di loro, Carlo, soggetto noto alle forze dell'ordine, perchè un No tav già fermato in Val di Susa, è stato ammanettato e portato in Questura. Oggi il suo processo per direttissima. E' accusato di resistenza a pubblico ufficiale. 

In attesa del processo, il 24enne ha passato  la nottata nelle camere di sicurezza di piazza Galilei. Proprio sotto le finestre della Questura, una volta terminato il presidio in San Donato, un gruppo di manifestanti del collettivo Hobo ieri si è poi radunato per esprimere solidarietà all'arrestato. A dividere i manifestanti dagli uffici della Polizia, anche in questo caso, era stato un dispiegamento di camionette e agenti.

"Dai Video pubblicati sulla stampa la dinamica di quello che è successo è chiara", affermano gli antagonisti in merito agli incidenti davanti al Savoia: "Come tutti hanno potuto vedere, c'è stata una carica folle che ha travolto Carlo. Poi su di lui si sono avventati quattro agenti della Digos, uno con le manette già in mano". Per Hobo "è chiaro che l'avevano puntato, non c'è altro motivo perchè Carlo non stava facendo nulla. E' stato un arresto ad personam".

"Oltre a difendere i vermi leghisti con schieramenti spropositati di forze dell'ordine- accusano i militanti in una nota - Questore e amministrazione cittadina attaccano in modo scellerato. Ma ancora una volta l'antifascismo della nostra città che con gioia, determinazione e rabbia respinge qualsiasi tentativo di rigurgito del nostro passato più buio", oggi si raduna davanti al tribunale "per  gridare forte e chiaro che Bologna non si lega e l'antifascismo non si arresta".

ATTIVISTA RILASCIATO. Dopo quasi tre ore di presidio davanti al tribunale, fanno sapere gli attivisti di Hobo, è "arrivata la notizia attesa: per quanto sia confermato l'arresto, Carlo è stato rimesso in libertà per carenza di indizi di colpevolezza. Ciò dimostra ulteriormente la follia della Questura di Bologna targata Coccia e di una "gestione" dell'ordine pubblico ormai completamente fuori controllo".
 

 

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